Crisi/ “Piano Marshall” Ue su Grecia spinge a rally Borse e euro

Crisi/ “Piano Marshall” Ue su Grecia spinge a rally Borse e euro

Roma, 21 lug. (TMNews) – Gli analisti lo hanno già battezzato “piano Marshall per la Grecia”, e ha innescato un rally dell’euro e dei mercati europei, in cui stavolta Milano è spiccata in positivo, con un più 3,76 per cento a fine scambi. A scatenare le euforie è l’atteso accordo tra leader dell’area euro su una serie di misure che serviranno a risolvere – si spera una

volta per tutte – la crisi di bilancio in Grecia. Scongiurando così i rischi di contagio ad altri paesi, uno spauracchio che nelle ultime settimane aveva scatenato cadute a precipizio degli indici, e alimentato alta tensione sui titoli di Stato di vari paesi, tra cui l’Italia. Nell’attesa di comunicazioni ufficiali, la prospettiva di una intesa di ampia portata ha preso piede alimentata da numerose indiscrezioni di stampa.

Si procederebbe ad una consistente riduzione dell’idebitamento della Grecia, che ammonta a 350 miliardi di euro, con un intervento che prevede anche una estensione del ruolo del fondo di stabilizzazione europeo, l’Efsf che finalmente potrà rilevare i bond ellenici già scambiati sul mercato (e non solo acquistarli alle aste di emissione). Prevista anche una partecipazione dei privati ma a titolo eccezionale: dal vertice di oggi è atteso che tutti i paesi dell’area euro, inclusi Portogallo e Irlanda, che a loro volta hanno ricevuto aiuti, riaffermino in maniera solenne il loro impegno a onorare i pagamenti sul debito. In pratica si delineerebbe una parziale insolvenza sui pagamenti della Grecia, alla faccia delle minacce di declassamento piovuto nelle passate settimane dalle agenzie di rating.

Secondo quanto trapelato, la Bce per parte sua avrebbe ammorbidito la sua linea: continuerà ad accettare i bond greci come collaterali a garanzia dei suoi rifinanziamenti, anche e soprattutto alla luce dell’ampliamento del ruolo del Efsf. Il tutto ha innescato netti rafforzamenti dell’euro e delle Borse, e una doppia inversione di tendenza in una seduta di accentuata volatilità. Perché in

mattinata gli indici avevano invece repentinamente mutato direzione, in quel caso segnando ribassi. A pesare probabilmente erano stati i risultati delle indagini tra le imprese, che hanno segnalato un indebolimento più netto del previsto a luglio, con l’attività che si è praticamente arrestata(indice Pmi). Peraltro la stessa ipotesi di default, sebbene selettivo della Grecia veniva vista come un fattore potenzialmente destabilizzante.

Paradossalmente invece con una ripresa economica che si pianta e la Grecia che si dirige verso una insolvenza i mercati festeggiano. Se in mattinata l’euro si era indebolito su prospettive poco chiare sugli esiti del vertice a Bruxelles, nel pomeriggio ha meso il turbo fino a superare 1,44 dollari. A Milano il Footsie-Mib, sospinto da rialzi esuberanti dei titoli bancari ha chiuso con un frizzante più 3,76 per cento. Londra ha chiuso con un più 0,79 per cento, Parigi al più 1,66 per cento, Francoforte più 0,95 per cento. E stavolta l’Europa si tira dietro Wall Street in positivo : a metà seduta l’indice Dow Jones accelera al più 0,93 per cento. In realtà a portare all’accordo sembra esser stato nuovamente l’asse Francia-Germania, con una bilaterale ieri sera tra il presidente Nicolas Sarkozy e la cancelliera Angela Merkel a cui ha soprendentemente partecipato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet. Questa insolita configurazione a tre avrebbe dovuto suggerire che dall’incontro sarebbe uscita la linea su cui far confluire il resto dell’area valutaria.

Voz

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