Quando lo sport cambia il mondo. Storie e campioni in aula magna

All’insubria - Pizzul, Gentile, Ossola, Bussetti, Africa&Sport, Flyer Gym ma poca gente

– Lo sport ha il potere di cambiare il mondo? Tanti e diversi sì sono arrivati ieri mattina presso l’aula magna dell’Università dell’Insubria, in un convegno (“Sport e società”) organizzato nell’ambito della “Settimana dei mestieri” dall’ateneo cittadino. Moderati dal nostro giornalista e anchorman Francesco Caielli, campioni universali come Claudio Gentile e Aldo Ossola, associazioni quali “Africa e Sport” e “Flyer Gym”, politici (il consigliere regionale Fabio Pizzul, figlio del grande giornalista Bruno) e rappresentanti del mondo della scuola (Marco Bussetti, provveditore di Milano) hanno regalato una mattinata da ricordare ai giovani (pochi: che occasione persa dalla città…) intervenuti, declinando le molteplici potenzialità dell’attività sportiva come linguaggio universale.

Lo sport come redenzione e reinserimento nella società: ne ha parlato Pizzul, coordinatore del progetto “Sport in carcere”. Tra le quattro mura di un penitenziario una partita di calcio può essere il primo passo di una riabilitazione portentosa, capace com’è di far emergere un istinto umano finalmente più sano, di riallacciare i legami sociali più puri (come quelli che si creano con i compagni), di inseguire un riscatto semplicemente inseguendo un pallone. Il consigliere regionale ha raccontato tutto questo e non ci si è sorpresi nell’apprendere storie incredibili, come quella di un portiere e un attaccante (fenomenali) scarcerati prima di una partita decisiva e disperati di dover uscire dal carcere, tanto era forte il legame creato con la squadra sportiva.
Lo sport come una nuova alfabetizzazione motoria (ne ha parlato Marco Bussetti) o come viatico per conoscere mondi lontani, dove il sudore speso per una semplice corsa assume significati quasi ancestrali e a noi sconosciuti. Sì è così presentata l’associazione varesina Africa e Sport (Marco Rampi, Nicoletta Ferrario, Roberto Radici i rappresentanti coinvolti) che promuove progetti di cooperazione in Etiopia, Kenya, Tanzania ed Uganda. Emozionante il video diffuso sullo slam di Korogocho, a Nairobi («follia, donne, bambini, abbracci»), terra in cui lo sport è emersione dalla strada e occasione di una vita.

A fare del bene, in questo caso nel nostro mondo, attraverso piroette e sana ginnastica ci pensa invece la Flyer Gym, molto di più del gruppo dei “Truzzi volanti” con i quali viene spesso identificata: nata in quartiere talvolta problematico come San Fermo, si propone di «cambiare le traiettorie di vita di tanti giovani, attraverso l’esempio pulito che solo in una palestra si può trovare». A proposito di esempio: incomparabile quello che due stelle come Gentile e Ossola possono portare. Colui che annullò Maradona e Zico negli indimenticabili Mondiali di Spagna ’82 ha svelato i retroscena dei festeggiamenti con il presidente Pertini, le agitazioni provate nelle vigilie decisive, la sua parabola di calciatore prima poco considerato – anche a Varese,, dove arrivò quattordicenne – e poi campione. Dando poi importanti consigli ai presenti: «Non sentitevi mai sconfitti, continuate a lottare. E non accettate scorciatoie: io, da selezionatore della nazionale under 21, non tollerai mai i tentativi di raccomandazione: grazie a questo feci crescere sei calciatori diventati campioni del mondo nel 2006».
La fortuna di avere un Ossola nel dna della città è una consolazione più che nota: il Von Karajan dei canestri ha invitato i giovani a non smarrire mai la molla del divertimento, raccontando pezzi della sua incomparabile parabola di cestista e di come quei valori che fecero grande Varese in tutto il mondo verranno tradotti nel nuovo progetto Ignis 1960.