VARESE Lo scandalo Lega rilancia la protesta contro le sagome dei «ciclisti padani» piazzati sulla rotonda di Buguggiate. E il portale online Firmiamo.it che ospita la raccolta firme lanciata sul web diventa punto di sfogo per centinaia di cittadini che al proprio nome e cognome aggiungono commenti sarcastici, di delusione e anche insulti contro chi tuonava contro «Roma ladrona» e poi «si è fatto pizzicare con le mani nella marmellata», per citare il post di Marco Scapin. Tra i firmatari tante persone che non hanno mai simpatizzato per il Carroccio, ma anche leghisti pentiti e altri semplicemente delusi.Si tratta del rinvigorirsi di una polemica nata nel 2008, quando con la scusa dei Mondiali di Ciclismo la frequentatissima rotonda sulla provinciale del Lago venne decorata con nove sagome raffiguranti i dirigenti locali del Carroccio in volata sulle loro biciclette. In testa, naturalmente, Umberto Bossi, poi i parlamentari Roberto Maroni, Giuseppe Leoni, Fabio Rizzi, Dario Galli (presidente della Provincia), Giancarlo Giorgetti e Marco Reguzzoni, il sindaco di Varese Attilio Fontana e l’ex primo cittadino di Buguggiate (attuale vicesindaco), Alessandro Vedani. Proprio lui oggi si dice «stupito» del rinfocolarsi della polemica: «La Lega è sotto processo mediatico per una questione interna di gestione dei soldi e a differenza di altri partiti sta facendo pulizia. C’è di che essere orgogliosi – spiega – E poi quella ormai è la rotonda dei ciclisti, senza più un alcun connotato politico».Parole
niente affatto condivise da centinaia di cittadini cui non basta l’espulsione dal partito di due soli personaggi coinvolti nello scandalo (Rosi Mauro e Beldsito), e tanto meno si scordati che i ciclisti rappresentano «l’orgoglio padano»: «Adesso che abbiamo capito chi sono veramente i leghisti, quelle sagome sono diventate un inno al malaffare», scrive deluso Ivano Gaggero commentando la petizione online. «Gliele devono far rimuovere da loro a suon di schiaffoni, ladroni!», suggerisce Franco Bogni, mentre per Vittorio Zanoni si potrebbe anche aggiungere un decimo personaggio: «Un leghista della base che li rincorre con un bastone nodoso». La Ramazza a quanto pare non basto e le proposte sul futuro di queste sagome sprecano, dal «Metteteli in soffitta… anche quelli veri!» di Enzo Cappilati al «mettetele all’asta, qualcuno è anche capace di comprarle» di Ornella Bortignon. «Guarda come pedalano, ci sono sei procure che li inseguono», ironizza Ermanno Norvara, mentre per Emilio Paleari. «Si potrebbero usare per una bella grigliata … di “trota”».«Sembrava dovessero rimanere solo per la durata dei mondiali di ciclismo, ma sono ancora lì», scrive sconsolato su Facebook Gabriele Petino, fondatore di un gruppo «anti cicloleghisti», ricordando che le diverse proteste che li hanno mascherati con teste d’asino, sporcati di vernice verde e dotati di nasi da Pinocchio. «Sono persino finiti sulle pagine del New York Times, quale esempio del cattivo gusto», ricordano su Fb. Che questo scandalo metta ko anche le sagome?Lidia Romeo
s.bartolini
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