«La decisione di esonerare Frates è corretta: ormai il feeling tra allenatore e spogliatoio era inesistente. Ammesso che sia mai esistito».
Il cavalier Renzo Cimberio benedice l’avvicendamento tra Fabrizio Frates e Stefano Bizzozi. Non ci stupiamo: già dopo la partita del 12 gennaio contro Roma, in un’intervista al nostro giornale, Cimberio aveva evocato l’ipotesi di un cambio in panchina.
«Dopo quella partita richiesi un intervento di questo tipo – spiega il main sponsor biancorosso – chiedendo non di cercare un nuovo allenatore, ma di prendere quello che avevamo in casa: Stefano Bizzozi. Perché Bizzozi? Perché aveva esperienza, era stato vice di Vitucci l’anno scorso, e soprattutto è un coach completamente diverso da Frates: non parlo di questioni tecniche, ma del rapporto con i giocatori, un aspetto che per me è importantissimo».
Continua Cimberio: «Sempre dopo Roma, Vescovi mi disse che aveva interpellato Bizzozi, il quale però, in quel momento, non si sentiva di fare quel passo. Evidentemente ora, nuovamente interpellato, si è reso conto che le cose non potevano andare avanti così, e ha accettato. Bizzozi è l’uomo giusto – sottolinea Cimberio – Persona pacata, serena, da tanti anni nel basket, sa che deve avere vicino lo spogliatoio e che bisogna essere tutti uniti. Ho fiducia in quest’uomo: sono sicuro che otterrà buoni risultati».
Il giudizio di Renzo Cimberio sulla gestione Frates è netto: «Non posso dire se sia più o meno valido sul piano tecnico, dico però che non ha feeling con i giocatori. E se manca affiatamento tra coach e spogliatoio, non si va lontano. Frates ha un carattere molto, molto difficile – insiste Cimberio – Non è nel suo dna essere vicino ai giocatori e comprenderli. Si pone sempre un gradino sopra. Se abbia torto o ragione a fare così non lo so, di sicuro con noi ha sbagliato, visti i risultati».
Il Cavaliere ha ancora negli occhi due episodi accaduti domenica durante Varese-Sassari: «Due episodi che mettono in evidenza le diversità enormi tra Frates e Sacchetti – è la premessa di Cimberio – Il primo riguarda un parapiglia tra Sakota e il giocatore avversario che lo stava marcando. I due stavano entrando pericolosamente a contatto, proprio sotto gli occhi di Frates. Bene, Sacchetti, che era dall’altra parte, ha visto tutto e ha richiamato in panchina il suo giocatore, per evitare problemi. Frates ha fatto finta di nulla, eppure la scena era avvenuta sotto i suoi occhi».
Secondo episodio: «Durante l’intervallo, poco prima di ricominciare, tutti i giocatori di Sassari pendevano dalle labbra di Sacchetti, non ce n’era uno distante dal coach – racconta Cimberio – I nostri? Allenatore da una parte, giocatori dall’altra. Una disgregazione. Frates non aveva più il controllo sui propri giocatori, domenica la cosa era sotto gli occhi di tutti. E la società non poteva rimanere impassibile di fronte a questa situazione».
Ora però bisogna svoltare: «Non chiedo di vincere contro Brindisi o Cantù: se li battiamo tanto meglio, ma l’importante è fare punti contro le squadre che in classifica sono poco sotto o poco sopra di noi – avverte Cimberio – Ci sono gare che non possiamo fallire: quelle con Montegranaro, Pesaro, Pistoia, Cremona, Bologna… Quelle gare lì, insomma. È lì che si gioca il nostro campionato. Se le vinciamo possiamo avere ancora qualche speranza di raggiungere i playoff e invertire la situazione disastrosa che si è creata fin qui».
Senza alibi per nessuno: «Se qualcuno si trincerava dietro frasi del tipo “l’allenatore non mi vedeva, mi lasciava fuori e così via”, beh, queste scuse da oggi non ci sono più – conclude Cimberio – Ognuno deve dare il massimo».
© riproduzione riservata













