Si accendono le luci nell’edificio dell’ex scalo Hupac di piazza Volontari della Libertà: tra venerdì e sabato la prima notte in dormitorio per cinque ospiti. «Finalmente si parte», la soddisfazione di , che, in rappresentanza dei Lions Club di Busto Arsizio, chiede ormai da più di tre anni uno spazio pubblico da adibire a rifugio per i senzatetto: «Ma non è tempo di ricordare il passato. È una bella iniziativa per la città e sono
contento che siamo qui ad inaugurarla».Alla fine il risultato è arrivato, ed è quello che conta. Venerdì sera c’erano tutti i principali attori protagonisti. Con Mazzucchelli, che si è impegnato ad acquistare le brandine, l’assessore ai Servizi sociali con il dirigente del settore , il presidente di Comunità Giovanile e il “custode” designato dal Distretto del commercio, un’ex guardia giurata, che si è preso l’impegno di aprire, chiudere e fare le pulizia della struttura.
Verso le 21.30 l’arrivo dei primi ospiti, accompagnati dal responsabile della Croce Rossa . «Guardate e decidete se fermarvi»: hanno appena cenato sulle panchine di fronte ai binari della stazione, con i pasti forniti dalla Croce Rossa. , 66 anni, dà un’occhiata a quella che potrà essere la sua futura “casa” ma non si ferma a dormire: «Ho un appuntamento», rivela, con un sorriso che squarcia la folta barba. è l’unica donna del gruppo: sceglie la “suite”, un angolo appartato fuori dallo stanzone del dormitorio, e chiede che si possa «mettere una tendina» per separare il suo spazio rispetto al corridoio.
, nordafricano, è qui in compagnia di un amico: di solito dormono in aeroporto a Malpensa, dove bisogna arrangiarsi sulle sedie o per terra. Ha in mano il biglietto da visita di un avvocato: devono recuperare degli arretrati nel posto dove lavoravano, ma «per avviare la causa chiede di essere pagato in anticipo».
In cinque si fermano a dormire sulle brandine. «Problemi non ce ne sono stati segnalati – il commento del giorno dopo dell’assessore Cislaghi – L’unica urgenza è quella di aumentare la potenza del contatore Enel per accendere più stufette e riscaldare maggiormente l’ambiente. Però, con la neve e il freddo di questi giorni, ci è sembrato doveroso aprire la struttura anche se non è ancora in condizioni ottimali, almeno per accogliere chi non aveva alternative».
Da domani l’apertura “ufficiale”. Nel frattempo sono state legate le brandine per evitare il rischio di furti, si stanno recuperando cartelli e un cancello per l’ingresso. E come spesso capita in questi casi, da cosa nasce cosa. Comunità Giovanile, che insieme al gruppo di Comunità Familiare sta collaborando all’iniziativa, ieri sera ha portato la cena in stazione per i senzatetto (ad oggi “scoperti” per il pasto serale il sabato, la domenica e il lunedì). «Se qualcuno ha voglia di dare una mano regalando un’ora a chi ha bisogno ci contatti», l’appello di Matteo Sabba.