«Sono piacevolmente sorpresa dalla vicinanza dei varesini in questo triste momento. Non credo che meritassimo così tanto e penso che nemmeno Mario se lo aspettasse. Abbiamo sempre fatto solo il nostro lavoro».
«Mi spiace solo che lui non possa vedere tutto questo affetto che mi rende felice, ma allo stesso tempo mi fa rassegnare di fronte alla realtà della vita: Mario non c’è più. Ma noi andiamo avanti».
Queste le parole della signora , moglie di : lo storico “droghiere” di piazza Giovine Italia deceduto all’età di 91 anni nel pomeriggio di giovedì.
Sessantatrè anni di matrimonio, sessantuno fianco a fianco dietro al bancone della drogheria. «La famiglia era il primo scopo della sua vita. Io e lui insieme abbiamo superato tutto, gioie e dolori. Ognuno aveva il suo bel carattere – commenta la signora Anita, ricordando il marito – Ci trovavamo spesso a discutere, ma poi si risolveva tutto perchè entrambi abbiamo avuto la fortuna di essere anche delle persone umili. Eravamo due persone diversissime l’una dall’altra, ma evidentemente eravamo destinati a stare insieme e ad andare d’accordo. Lui è stato l’unica persona che non mi ha mai tradito moralmente: è sempre stato molto innamorato di me. E io anche».
Mario e Anita erano una coppia formidabile. Insieme hanno superato la morte prematura di una figlia e hanno tenuto la famiglia sempre unita. «I nipoti erano il suo orgoglio. In questo momento sono seduta nel suo ufficio e vedo le pareti tappezzate di loro foto: qui c’è la storia della nostra famiglia».
La famiglia, quindi, per Mario era la cosa più importante. Poi, in ordine di priorità, c’è sempre stata la passione per il lavoro, per la loro drogheria. «La drogheria era la sua seconda vita». Cultura del cibo, storia e passione si fondono tra gli scaffali del negozio, gestito per decenni da Mario e Anita che hanno dedicato la loro vita a cercare e selezionare le eccellenze dei prodotti locali che la nostra tradizione offre. I due coniugi hanno fatto in modo che la drogheria fosse lo specchio della loro filosofia di vita.
Qui dentro si conservano i valori di un tempo, come un buon vino o una ricetta tramandata di generazione in generazione.
Scaffali, cassetti e barattoli contengono migliaia di prodotti diversi, alimentari e non: tutto quello che si trova in un negozio di delicatessen ma, soprattutto, quello che si trovava nelle drogherie di una volta e adesso non si sa più dove andare a cercare.
Chi negli anni è passato dalla drogheria non può non ricordare i suoi confettini al rosolio, l’anice stellato o la frutta candita.
Da Vercellini sono passate generazioni di varesini. Da ragazzini, in molti si sono rivolti al “droghiere” per l’acquisto delle torce per il brivido delle uscite in notturna, da adolescenti in tanti sono stati alla drogheria a frugare tra i mille tipi di tappi per imbottigliare, sentendosi rivolgere la domanda familiare: “Cosa devi metter via?” che dava poi inizio a lunghissime consultazioni. Da adulti, la spesa dal Vercellini ha un significato ben preciso: assaporare quell’atmosfera familiare, e sempre professionale e appassionata, unica nel suo genere.
«Ti ricorderò per sempre così, sorridente davanti al tuo negozio. Che poi è un po’ il negozio di tutti noi che amiamo la nostra città. Anche Varese perde oggi un pezzetto della sua storia. Grazie, nonno. E buon viaggio lassù».
Così , una dei quattro nipoti del signor Mario, saluta pubblicamente il nonno sulla sua pagina Facebook.
Il signor Mario lascia la moglie Anita, la figlia Luisa e i quattro amatissimi nipoti. Le esequie si terranno oggi alle 15.30 nella basilica di San Vittore.













