I militanti presentano il conto «La nuova Lega ci deve pagare»

VARESE Dalle parole ai fatti. E i lumbard di Varese plaudono al loro nuovo leader, Roberto Maroni. Perché sulla questione che ha scatenato la rabbia dei militanti dagli inizi di aprile a oggi, ha già dato una risposta. Non solo a parole.Stiamo parlando della scarsità di fondi per le sezioni cui facevano da contraltare gli investimenti in diamanti e lingotti d’oro.«Maroni mi ha chiesto di fornire il resoconto dei problemi delle sedi del mio territorio – spiega il segretario della prima circoscrizione Stefano Cavallin – Sono soddisfatto perché, anche a Bergamo, il primo punto che ha messo nella lista per la rinascita della Lega è stata proprio la distribuzione dei fondi alla base. Una richiesta venuta dalla lettera inviata da tutte le sezioni della Padania, noi per primi».In provincia di Varese ci sono numerose criticità. La sezione di Malnate si trova infatti in difficoltà economiche, e stava anche per chiudere la sede. Un’iniziativa di protesta rientrata solo dopo aver avuto rassicurazioni dall’ex ministro.Ma a parte i problemi degli ultimi tempi, ci sono situazioni di “penuria” economica ormai storiche. A Gallarate, ad esempio, raccontano che il partito abbia una sede solo perché «un militante ha messo a disposizione i locali gratuitamente». Lo stesso varrebbe, a quanto pare, per la sezione di Arsago Seprio. A Casorate Sempione

le riunioni dei militanti si tengono in un’abitazione privata. Stessa situazione per Besnate e Cardano al Campo. Mentre Cavaria e Oggiona Santo Stefano hanno una sede in condivisione.Le sezioni che se la cavano meglio sono quelle dove la Lega è in amministrazione. E quindi le sedi possono beneficiare della quota che gli eletti devono versare circa il dieci per cento di quanto guadagnano. Il problema si pone negli altri enti. A Malnate, ad esempio, avendo perso le elezioni, c’è solo la magra percentuale sui gettoni di presenza degli eletti. Rimane l’autotassazione degli iscritti. Anche per il raduno di Bergamo l’orda di militanti ha dimostrato di crederci ancora, mettendo mano al proprio protafoglio. Nessuno ha pagato dall’alto. Del resto, la base non ha mai rinnegato il fatto di dover spendere soldi di tasca propria. Semmai, si arrabbia quando scopre che, mentre fa sacrifici, agli alti livelli si fanno investimenti poco chiari. Poi non sempre i soldi anticipati vengono rimborsati in modo puntuale. La sezione di Varese, che grazie all’autotassazione dei militanti e alla quota delle indennità (il 10%) versate dagli amministratori, riesce a rientrare nei bilanci e a pagare l’affitto, starebbe ancora aspettando i rimborsi per le spese delle ultime amministrative. A quasi un anno di distanza dalle comunali dell’anno scorso mancherebbero all’appello ancora diecimila euro.

s.bartolini

© riproduzione riservata