– Riammissione al lavoro per quattro operai di un’azienda edile di Busto Arsizio, ingiustamente licenziati.
Con una sentenza del 6 febbraio, a fronte di un ricorso presentato dalla Fillea Cgil di Varese nei confronti di un’impresa bustocca del settore edilizio, il tribunale di Busto ha condannato l’azienda per comportamento antisindacale, dopo che questa aveva licenziato quattro lavoratori che avevano partecipato ad uno sciopero.
Sciopero che, riferisce la Cgil, «era stato indetto per rivendicare le spettanze arretrate bypassando, peraltro, le procedure di licenziamento collettivo previste dalla legge ed intimando quattro distinti licenziamenti individuali».
La motivazione emessa dal giudice del tribunale di Busto Arsizio parla chiaro, dichiarando «il comportamento antisindacale della condotta posta in essere dalla resistente, consistita nell’omessa attivazione della procedura prevista ex legge 223 del 1991».
Da qui, la decisione dei giudici di reintegrare sul posto di lavoro i quattro operai ingiustamente cacciati, che da oggi potranno ritornare in azienda. Il tribunale ha infatti dichiarato «inefficaci i licenziamenti posti in essere dall’azienda in violazione della procedura ex legge 223 del 1991; si ordina alla società la riammissione in servizio dei lavoratori».
Soddisfatta la Fillea Cgil, il sindacato degli edili, promotrice del ricorso contro la decisione dell’azienda bustocca. «Per noi quello che conta è che i lavoratori possano tornare al loro posto – commenta Flavio Nossa, segretario generale Fillea Cgil Varese – Questa sentenza riafferma il ruolo di tutela collettiva dei lavoratori che esercita il sindacato e riafferma la validità delle procedure previste per i licenziamenti collettivi. Serva da monito per quelle imprese che, usando lo spettro della crisi, provano, senza vergogna alcuna, a disfarsi a costo zero dei lavoratori con surrettizie motivazioni economiche».
Il sindacato promette di continuare a vigilare attentamente per tutelare i lavoratori, considerando anche che il settore edile è uno dei più colpiti dalla crisi economica.
«A prescindere da questa sentenza – prosegue Nossa – la Fillea Cgil continuerà a vigilare, affinché il settore dell’edilizia, già duramente colpito dalla crisi, non faccia un salto all’indietro di oltre un secolo per colpa di imprenditori senza scrupoli».
La posizione della Cgil è molto dura e ferma a tutela dei diritti dei lavoratori, che non possono essere messi in discussione, soprattutto in questa fase di recessione. «Dalla crisi non si esce cancellando le regole – conclude il segretario varesino della Fillea – e i posti di lavoro non si creano con la libertà di licenziare. La crisi si combatte e si supera mantenendo barra a dritta su tutela dei diritti, legalità e contrattazione».