VARESE Finmeccanica nel mirino, sindacati preoccupati. «Agusta Westland è un patrimonio da tutelare. Al bando le chiacchiere». Pesa sull’immagine delle aziende varesine del Gruppo pubblico la “bomba” giudiziaria dei presunti fondi neri alla Lega Nord che secondo le indagini della procura di Napoli sarebbero passati attraverso le commesse (gonfiate) per la vendita di elicotteri Agusta Westland in India. Nel mirino in particolare il ruolo di Giuseppe Orsi, attuale amministratore delegato di Finmeccanica dopo esserlo stato in Agusta, considerato vicino al Carroccio. Movimento che dal canto suo si dice «totalmente estraneo» alla vicenda, in quanto «non ha mai preso tangenti da nessuno». Ma «per un’azienda come Agusta Westland, per i prodotti che fa e per i rapporti istituzionali che deve mantenere, l’immagine è importante e questa vicenda crea e ha già creato danni – fa notare il segretario provinciale della Uilm, Antonio Scozzafava – il rischio che i competitor possano avvantaggiarsene è concreto».«Agusta è diventato uno dei maggiori player mondiali grazie ai prodotti competitivi e performanti e alla capacità delle sue maestranze. Questi sono fatti, il resto sono chiacchiere». Proprio ieri i sindacati avevano in programma un incontro con i dirigenti di Agusta
Westland, in cui l’azienda ha ribadito la regolarità delle proprie azioni nell’acquisizione dei contratti all’estero. «Ci è stato anche confermato il buon andamento aziendale – fa sapere Scozzafava – nel 2011 sono stati prodotti meno elicotteri ma si è registrato un buon risultato economico, che dà garanzie di mantenimento degli assetti occupazionali, dato che il turnover è stato rinnovato e i programmi sono stati confermati». Di questi tempi, un patrimonio da tenersi stretto. «Quando ci riferiamo delle aziende varesine del gruppo Finmeccanica, parliamo di gioielli, imprese che vantano una capacità industriale di eccellenza e un’alta qualità del personale che vi lavora, tanto da essere leader mondiali nel settore – sottolinea Stefania Filetti, segretario provinciale della Fiom-Cgil – sono un patrimonio da proteggere. Stiamo alla finestra, in attesa di capire quali siano vere e quali false, dopo le smentite del Gruppo».«Chiediamo che l’azienda si renda disponibile a rispondere ai magistrati in modo tempestivo, per garantire la massima chiarezza e trasparenza, condizioni necessarie per lavorare». Esprime «preoccupazione per la vicenda» anche il segretario provinciale della Fim Cisl Mario Ballante. L’auspicio di tutti è che la bufera possa arrestarsi, per il bene di aziende e lavoratori.
s.bartolini
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