A Varese tasse su tasse E i consumi crollano

VARESE Il decreto fiscale è legge: la tanto discussa Imu va pagata, in due o tre rate che siano e con essa una miriade di altri balzelli che fanno infuriare un po’ tutti. E c’è un altro dato diffuso ieri dall’Istat che non può essere ignorato: gli stipendi non sono risultati mai così bassi dal 1983. Se mettiamo insieme le due cose il risultato è scontato: i consumi di certo non ripartiranno presto. «Le addizionali sono sempre di più, i salari sempre di meno, i consumi è ovvio che crollano e le imprese chiudono» commenta Francesco De Lorenzo, presidente della Federconsumatori varesina. È proprio l’Imu in questo momento a preoccupare «perché ci saranno molti cittadini proprietari che non riusciranno a pagarla» spiega De Lorenzo. Le tasse da sempre mettono qualche prurito «ma in questo momento davvero danno tutte fastidio, perché si sono moltiplicate – racconta De Lorenzo – arrivando a creare situazioni molto pesanti per le famiglie».E il pericolo è di reazioni sociali minacciose: «Non voglio tornare sul tema dei suicidi, ma in mezzo ci sono tante strade pericolose sulle quali le difficoltà possono portare». La gente è arrabbiata, aggiunge De Lorenzo «perché non si può risanare i conti sempre mettendo le mani in tasca ai soliti, bisogna eliminare gli sprechi, a Roma come nei nostri comuni». Ogni giorno i patronati si riempiono di gente che non ce la fa, aggiunge Aldo Paluotto, presidente di Adoc, l’associazione dei consumatori di Uil: «La gente soffre

e sono poche le elite che arrivano a fine mese». le tasse tagliano i redditi «la gente non compra più e le fabbriche chiudono». Tutto è in aumento, aggiunge Paluotto «la gente è scoraggiata, e non ha ormai più nulla da inventarsi per arrivare alla fine del mese».Tra le categorie più preoccupate dei nuovi rincari e delle nuove tasse c’è sicuramente quella dei pensionati: «Nella nostra provincia – racconta Umberto Colombo di Spi-Cgil, il sindacato dei pensionati – la grande maggioranza dei pensionati, arrivati alla pensione dopo 40 anni di lavoro, si trova oggi con un potere d’acquisto ridotto del 30%». Con un blocco delle rivalutazioni «e con tasse galoppanti che rischiano di mettere in ginocchio una categoria che merita di essere tutelata» sottolinea Colombo che sta preparando insieme alle altre sigle sindacali una campagna di informazione sul problema.I più tartassati sono proprio i pensionati, sottolinea Colombo: «L’Imu è solo l’ultima di tante questioni , che merita un’attenzione a 360 gradi, perché i pensionati sono i più deboli in questa situazione, dal momento che si ritrovano in vecchie case grandi, con i figli ormai usciti, senza detrazioni e con cifre elevate da sborsare». Gli enti locali sono senza risorse, «ma ora il pericolo è che aumentino le aliquote e si riduca la qualità dei servizi». Combattiamo l’evasione è il monito di Spi «estendiamo il patto tra Comuni e Agenzia per le Entrate a tutta la provincia e usiamo le risorse recuperate per garantire interventi sociali».

s.bartolini

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