Il Morazzone a Varese80 tele in arrivo

Il Morazzone a Varese80 tele in arrivo

VARESE (a. morl.) Quella dedicata a Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone, sarà una mostra popolare, e non di nicchia. Avrà il suo fulcro al Castello di Masnago, ma valorizzerà tutte le testimonianze dell’artista presenti nella provincia. «Questi eventi servono per fare il solletico agli spettatori e farli poi partecipare alla mostra» spiega Pierpaolo Cassarà, presidente della fondazione Labus Pulle’, nonché del comitato organizzativo della mostra. Motore culturale sarà Vittorio Sgarbi che giovedì, in un vero e proprio city-show, ha catalizzato l’attenzione dei cittadini. Tanto che in molti definiscono già la mostra del Morazzone come «la mostra di Sgarbi».

DA VARESE A LUGANO
Quello che si vuole creare è un evento del territorio, che susciti interesse a livello internazionale. Gli incontri e le manifestazioni coinvolgeranno svariate location. A partire dalla settima cappella del Sacro Monte, dove Morazzone dipinse il ciclo di affreschi della passione. Passando per la Chiesa del Crocefisso di Tradate, dalla chiesa parrocchiale di Morazzone e da quelli della “parrocchiale vecchia” di Sant’Ambrogio Olona. Ci sono anche testimonianze a Castiglione Olona, nella chiesa di Santa Maria. «Cercheremo di coinvolgere anche Lugano» afferma Pierpaolo Cassarà.

COLLEZIONE DA REPERIRE Il percorso espositivo coinvolgerà 80 dipinti su tela e su tavola, nonché disegni preparatori per gli affreschi. Le opere saranno reperite in collezioni pubbliche e private. «Rispetto ad altri autori, il Morazzone è ben rappresentato nelle collezioni pubbliche. Le sue opere sono conservate nella Pinacoteca di Brera, all’Ambrosiana e in musei italiani e stranieri» spiega Andrea Spiriti, studioso del seicento e professore di storia dell’arte all’università dell’Insubria. I dipinti dell’artista sono quotati fino a

500mila euro “al pezzo”. «Il castello è già dotato degli antifurti necessari a proteggere un tale capitale artistico» dice Cassarà. Nel percorso espositivo si affronterà anche la personalità del Morazzone che, come il Caravaggio, «fu uno “sciupafemmine” e un bizzarro» commenta il professor Spiriti. «Non fu il classico artista da bottega. Non sapeva stare alle regole, in pittura come nella vita». Secondo Cassarà: «Fu un “Caravaggio sfigato” perché, all’epoca, non fu promosso adeguatamente come il “collega” romano».

PRIMI PARERI POSITIVI
Per organizzare una mostra di questo tipo il comune verserà 100mila euro dei 700mila necessari. Angelo Zappoli, de «La Sinistra», è favorevole a stanziare questa cifra: «L’importante è che ci vadano le scuole».  Secondo Sergio Ghiringhelli (Lega): «È ovvio che Cremona e Mantova fanno più di noi. Ma siamo sulla strada per avvicinarci a quei livelli ed è bene investire». Fabrizio Mirabelli (Pd): «Sono contento che si spendano questi soldi per mostre di alto profilo, finalmente un evento degno del capoluogo di provincia».
«Da un punto di vista operativo, e politico, si è raggiunto un punto di equilibrio e di indirizzo» ha precisato Cassarà «questa sarà una mostra apartitica». Entro la fine del mese ci sarà anche l’inaugurazione ufficiale della Fondazione Labus Pulle’. «Ci sono voluti otto mesi per fare una prima catalogazione di oltre 100mila volumi» dice Cassarà. Dulcis in fondo, è proprio la famiglia Pulle’ che bisogna ringraziare per aver donato il suo patrimonio alla città di Varese. «Con l’obiettivo di svecchiare la cultura della città». Se sono rose…

e.marletta

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