Limitandosi a compiere il loro dovere sino in fondo avrebbero semplicemente fatto rimuovere un’auto segnalata come abbandonata dai residenti. Ma i due agenti del comando di polizia locale di Varese protagonisti della storia il confine del “faccio ciò che devo” l’hanno ampiamente superato. Salvando una vita.
Questa è una storia che è bello raccontare per due ragioni: ha un lieto fine e propone un esempio di dedizione al proprio ruolo che ispira. Il fatto è accaduto ieri intorno alle 12. I due agenti erano impegnati in un servizio di pattugliamento e controllo della viabilità stradale nella zona di largo Flaiano, punto assolutamente critico della viabilità cittadina visto che lì termina l’autostrada A8 praticamente. Ai due agenti viene segnalata dai residenti della zona la presenza sospetta di un’Alfa Romeo amaranto posteggiata ormai da settimane in via Gradisca. Auto abbandonata? Auto rubata? I due vigili urbani trovano la vettura e attraverso la targa individuano il nominativo della proprietaria. Una cinquantottenne residente in via Bixio, quindi non lontano. I due agenti avrebbero potuto limitarsi a chiamare un carro attrezzi e far spostare la vettura posteggiata tra l’altro in modo non proprio consono. Invece hanno voluto andare a fondo della vicenda. Così hanno raggiunto via Bixio e trovato l’abitazione della proprietaria della macchina.
Sin da subito hanno notato che la cassetta delle lettere intestata alla donna esplodeva di posta di ogni genere, ivi comprese alcune notifiche. Non solo: lo zerbino davanti all’ingresso era arrotolato, gesto che compie l’addetta alle pulizie quando, di solito all’alba, lava le scale della palazzina. Al campanello di casa la cinquantottenne non risponde. I due agenti rintracciano allora la madre e i fratelli della donna. La famiglia non ha mantenuto legami stretti con lei, nessuno la sente da mesi ma è la prassi dunque nessun allarme. A quel punto i due vigili urbani decidono di entrare in casa e chiamano i vigili del fuoco per poter avere accesso all’alloggio.
E mentre i pompieri raggiungevano una finestra per entrare nell’appartamento, uno dei due agenti si posiziona davanti alla porta d’ingresso, pronto ad accedere all’alloggio. Ed è in quel momento che la porta si apre di qualche centimetro: l’agente è pronto e raggiunge la cinquantottenne. La casa è ridotta ad una sorta di discarica, mentre la donna è disidrata, malnutrita, sporca e in stato confusionale. La cinquantottenne straparlava, diceva di essere sedata (risulta un ricovero in ospedale con immediata dimissione lo scorso 6 maggio), ma era evidentemente incapace di badare a se stessa.
La donna è stata trasportata in ospedale dove è stata ricoverata. Ha bisogno di cure e soprattutto non sarebbe più riuscita a provvedere a se stessa se lasciata sola. Nello condizioni in cui la cinquantottenne si trova, tra l’altro, non sarebbe mai riuscita a chiedere aiuto: da più di un mese non usciva più di casa. Mangiando avanzi ormai non più commestibili e lasciandosi morire.













