Tanta voglia di ospedale. Il vecchio ormai sta stretto

Nuovo Del Ponte - I genitori dei piccoli pazienti: «Grande lavoro e grande impegno ma stringiamo sui tempi»

«Ci passiamo davanti quasi tutti i giorni, lo vediamo, con le luci accese, ma non posiamo entrare». Così , mamma di Daniel, 4 anni, in cura per la leucemia, descrive il nuovo ospedale Del Ponte, svelando un po’ di impazienza e grandi aspettative.
I genitori ringraziano la Direzione Generale per l’impegno dimostrato nel progetto, ma ora, mentre sono in corso i collaudi, chiedono un ultimo sforzo per rendere operativa al più presto la nuova struttura.

Intanto il lavoro di tutto il personale della pediatria prosegue «veloce, infaticabile ed encomiabile, come sempre», dicono i genitori raccolti nella pagina Facebook “Dall’oncoematologia alla Pediatria di un Del Ponte di coraggio e di eccellenza”.
«Il professor ha sostituito egregiamente il mitico professor Nespoli nella direzione del reparto, e non era semplice», racconta che frequenta il Del Ponte da quasi trent’anni con il figlio, Federico, nato con una malattia congenita più unica che rara.
Del nuovo primario piace soprattutto la grande disponibilità «anche nei giorni di sabato e di domenica, per seguire i pazienti e rassicurare i familiari».
E poi ci sono i medici specializzandi, talmente ben istruiti «che riserviamo loro la stessa fiducia che abbiamo negli strutturati, senza differenza», assicura mamma Federica. L’unica pecca è la struttura, vecchia, con i suoi «acciacchi, che giustamente non vengono riparati in previsione dell’imminente apertura del nuovo ospedale», spiegano i genitori parlando di porte che non si chiudono bene, o di poltrone letto difettose.
«Per i genitori che stanno qui con i figli solo qualche giorno, il disagio può essere minimo, ma per noi che veniamo ricoverati anche per un mese, dormire su letti scomodi diventa un problema», raccontano. Durante questa fase di collaudi che sembra non finire più, dell’Ospedale nuovo si sente particolarmente bisogno.
«I posti letto nella pediatria attuale sono pochi rispetto alle esigenze e così se Daniel sta male, ha bisogno di un ricovero e non c’è posto, veniamo trasferiti a Pavia o a Monza, per settimane. E i disagi, mio e delle altre famiglie nella stessa situazione diventano enormi», racconta Federica.
La sicurezza poi di poter avere finalmente una terapia intensiva, la rianimazione e magari anche la chirurgia direttamente al Del Ponte, sono prospettive esaltanti per i parenti dei piccoli malati.

Da non sottovalutare l’allestimento, con 2.500 metri quadri di parete, tra corridoi e stanze di degenza (21, di cui 12 doppie e 9 singole) da dipingere, ciascuna con un tema differente.
Dell’opera sono incaricate due artiste dell’Accademia di Brera, le stesse che hanno colorato gli ambienti del Punto di primo intervento, per un progetto interamente finanziato dal Ponte del Sorriso.
«Rinchiudere un bambino in una stanza, anche se malato, non è mai naturale – racconta mamma Federica per esperienza – ma avere intorno pareti allegre, colorate, che parlano di avventure e posti fantastici, possono aiutare il bambino a viaggiare con la fantasia e ad accettare meglio la situazione, la malattia e l’ospedale come una seconda casa».
Anche queste sono aspettative legate all’apertura del nuovo Ospedale che alcuni genitori auspicavano già per giugno e che, a questo punto, sperano possa avvenire entro la fine dell’anno.