Crisi/ Mercati Ue deboli, tensione su Italia in attesa asta Btp

Crisi/ Mercati Ue deboli, tensione su Italia in attesa asta Btp

Roma, 28 lug. (TMNews) – Permane la debolezza sui mercati europei, mentre il trascinarsi infruttuoso di un braccio di ferro parlamentare negli Usa su alcune improcastinabili correzioni alle regole di bilancio – in assenza delle quali la prima economia globale rischia di finire insolvente a inizio agosto – si aggiungono agli allarmismi che continuano a circondare i paesi della periferia dell’area euro, a cominciare dalla Grecia. Tensioni che nell’attesa di una nuova asta di titoli di Stato si fa sentire anche sulle emissioni dell’Italia, innescando nuovi aumenti dei rendimenti. Intanto alla Borsa di Milano, dopo un avvio in netto ribasso, il Footsie-Mib riduce le perdite a tarda mattina, al meno 0,71 per cento.

Ieri a Borse chiuse, a seguito di altri pesanti ribassi Standard & Poor’s ha annunciato un ulteriore declassamento dei titoli di Stato ellenici, mentre oggi un’altra agenzia di rating, Fitch ha avvertito che entro fine anno deciderà se modificare ulteriormente le valutazioni sul Portogallo, un altro paese che ha dovuto chieder aiuti all’area euro.

E sempre ieri Moody’s ha declassato il rating di Cipro, rilevando una crescente incertezza politica sul paese e una pesante esposizione delle sue banche alla Grecia: se la deriva dovesse proseguire potrebbe diventare il quarto Stato dell’Unione valutaria ad aver bisogno di aiuti, posto che si tratta di una economia piuttosto piccola. Ma

con indicazioni contrastanti che giungono dalle grandi società quotate – se Volkswagen ha visto gli utili del secondo trimestre più che triplicare a 6,5 miliardi, la sua connazionale Siemens ha invece visto il risultato netto più che dimezzato – e lo spauracchio di un default degli Usa l’aria che tira resta orientata alla preoccupazione.

In attesa di una nuova asta dui Btp, i titoli decennali già scambiato sul mercato hanno assistito ad un aumento dei rendimenti – che si muovo nella direzione opposta al prezzo e sono una cartina di tornasole delle percezioni di rischio da parte dei mercati – stamattina al 5,84 per cento. In questo modo il differenziale di rendimento (spread) rispetto ai Bund della Germania si è riallargato a 320 punti base. Materialmente significa che per trovare acquirenti i bond italiani devono offrire 3,2 punti percentuali in più come maggiorazione di permio di rischio. Un valore ormai molti vicino al record di oltre 340 punti base toccato nelle ultime due settimane, durante le fasi di maggiore tensione.

A metà seduta Londra segna un meno 0,41 per cento, Parigi meno 0,97 per cento, Francoforte meno 1,2 per cento. Dagli Usa, dopo che nella giornata di ieri si erano registrati sviluppi non rassicuranti – si profilava perfino un ammutinamento dei repubblicani alle proposte avanzate dai loro stessi leader sul bilancio – a tarda serata sono giunti segnali che lasciano almeno viva qualche speranza. La Casa Bianca ha affermato che un compromesso resta possibile: entro il 2 agosto, e ieri il Tesoro Usa ha ribadito la perentorietà di questo termine, bisogna trovare un accordo per aumentare i limiti al deficit di bilancio altrimenti il governo federale risulterà impossibilitato garantire finanziamenti per i suoi pagamenti. Tuttavia dopo i forti cali di ieri, i contratti futures fanno profilare un possibile modesto recupero a Wall Street: quando mancano oltre 4 ore e mezza all’avvio di seduta i futures usl Dow Jones segnano un più 0,21 per cento.

Voz

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