Noi stiamo con Pavoletti-gol Per lui più cross e meno slalom

Se Pavoletti non segna è una sofferenza per i tifosi del Varese ma soprattutto per l’attaccante che non fa gol dal 25 gennaio. Il rigore messo a segno con il Cesena, però, era stato inutile visto che i biancorossi avevano perso in casa, umiliati da un amaro 1-3.

Perché Pavoletti ha smesso di gonfiare la rete? La domanda rimbalza di bocca in bocca fra i tifosi e c’è chi ha attaccato il giocatore. Nulla di più sbagliato perché il centravanti è sempre il primo per impegno in campo e ci tiene a fare bella figura più di ogni altro. Il nervosismo che notiamo guardandolo mentre si tuffa con impeto su ogni pallone è però il segnale di un disagio. Del tutto comprensibile perché Pavoletti è inserito in un tridente in cui sembra essere molto isolato. Non è facile per nessuno battersi da solo contro due o tre difensori centrali e, nelle ultime partite, ha quasi sempre ricevuto il pallone con le spalle girate alla porta, senza un compagno pronto ad aiutarlo. Le due mezzali fanno fatica ad andargli incontro e le punte laterali stanno sempre larghe: Pavoletti non ha dunque quasi mai la possibilità di scaricare la palla, che deve pensare a difendere e per gli avversari diventa facile fermarlo.

Avete notato che nella prima parte del campionato gli arrivavano più traversoni dalle fasce? Probabilmente sì, visto che per lui andare a prenderla e spingerla nel sacco di precisione era un gioco da ragazzi. Nel 4-3-3 di Gautieri gli esterni non vanno sul fondo a crossare ma entrano in area di rigore palla al piede mentre i terzini biancorossi non spingono abbastanza e le sovrapposizioni sono inesistenti. Il gioco del Varese si sviluppa al 90% per vie centrali e questo è un problema per Pavoletti.

Apriamo un altro capitolo: prima di Terni a Gautieri sono stati fatti i complimenti perché a Reggio Calabria, pur senza Pavoletti, il Varese è riuscito a segnare quattro gol. Bisogna dunque essere felici perché la squadra non dipende più da un solo attaccante ma rendiamoci conto che non è mai un buon dato se il giocatore più prolifico sotto porta rimane a bocca asciutta per parecchie settimane. Soprattutto in un 4-3-3 la punta centrale deve andare a segno e se non lo fa c’è un problema. Questo problema non riguarda però solo Pavoletti, nervoso in campo perché non riesce a incidere come vorrebbe. Tornerà a farlo quando i meccanismi del modulo tanto amato da Gautieri e inaugurato 4 mesi fa saranno finalmente oliati e collaudati a dovere.

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