VARESE Quando si comincia questo mestiere la vera difficoltà è far capire che noi siamo l’incipit. Che siamo quelli all’inizio della catena alimentare del marketing. Siamo quelli che danno il via alla macchina infernale». «Il cliente ha bisogno di pubblicizzare il prodotto. Si rivolge all’agenzia, nella quale proliferano due specie di individui fondamentali: gli account e i creativi. Gli account fondamentalmente sono un reparto di contatto con il cliente e gestiscono preventivi, costi, brief (ovvero quei documenti dove il cliente dice ciò che vuole e cosa deve vendere). Poi ci siamo noi, quelli che si palesano alle riunioni con le magliette dalle scritte sceme, quelli con la faccia sfatta dalle nottate: i creativi. «…» «I creativi pascolano principalmente in coppia. Funzioniamo come i carabinieri, tra loro uno scrive e l’altro legge, da noi uno scrive e l’altro disegna. O si occupa maggiormente delle immagini. Il copy (io) scrive e si occupa di testi, l’altro – l’art, si occupa delle immagini». Con queste parole, Valentina Maran spiega il suo lavoro da copywriter, iniziato nel 1997 a Milano, all’interno delle agenzie pubblicitarie nel suo secondo libro “Premiata Macelleria Creativa. Fine di un glamour” edito da Fandango lo scorso febbraio. Valentina, classe 1977, è nata a Varese città nella quale vive tutt’ora. Licenziata in tronco nel 2008 da una grande agenzia creativa, nonostante un contratto a tempo indeterminato, Valentina oggi è una freelance libera e felice, con una bimba di ormai un anno, che ha deciso di mettere su carta la sua esperienza di vita e di lavoro usando un linguaggio chiaro e conciso. Il libro
racconta tutta la verità su come vanno le cose nel “magico” mondo della pubblicità, un libro a uso e consumo di chi della “fabbrica della réclame” sa poco e niente. Un mondo difficile, dove sei considerata carne da macello, maschilista perché i ruoli di comando sono assegnati solo agli uomini e, se solo osi pensare a costruire una tua vita privata, ti viene chiesto “Come puoi pensare di lavorare se hai famiglia?”. E visto che Valentina le cose non te le manda a dire, la sua risposta è «esattamente come fate voi tutti, uomini, con una famiglia a casa che vi aspetta per la cena». Eh, sì perché nel mondo delle agenzie pubblicitarie «sei uno serio solo se sei sempre disponibile, giorno e notte, weekend compresi». Un mondo che chi non vive difficilmente comprende. «Se qualcuno in famiglia sviene o sta male, tu di solito sei la stronza che arriva per ultima in ospedale perché hai avuto una riunione». Un lavoro, però, che una volta sperimentato diventa quasi una droga perché la passione prevale sulle difficoltà. Un libro divertente che mette anche in luce cosa c’è che non va in alcuni spot pubblicitari realizzati anche da chi un nome già se lo è fatto negli anni. Questo, però, non è il primo libro della Maran. Infatti, nel 2006 pubblica “L’uomo che mi lavava”, un libro di racconti erotici, che ha venduto diecimila copie. Questa è il suo vero hobby, scrivere novelle erotiche e, dopo aver staccato ed essersi dedicata ad altro, ora a Valentina sta tornando la voglia di dedicarsi nuovamente alla letteratura erotica.
s.bartolini
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