La sfida di Busto. I migranti passino sotto il cappello dei Comuni

La sfida di Busto. I migranti passino sotto il cappello dei Comuni

Portare la gestione dei migranti sotto il cappello dei Comuni. Suona come la regina di tutte le sfide. E probabilmente lo è. Ma a proporla è una persona seria come Emanuele Antonelli, non certo avvezzo alle sparate ma anzi riflessivo, refrattario alla politica degli annunci quanto disposto a scardinare schemi a presto a vista intoccabili. E infatti, prima di parlarne a Rete55, il sindaco di Busto Arsizio ha puntato sull’interlocutore istituzionale più competente: il Prefetto. Che della questione migranti è il punto di riferimento territoriale, nonché il “pontiere” tra comunità locale e governo. La riflessione del primo cittadino è più o meno questa: gli sbarchi di profughi sono ormai all’ordine del giorno e il loro trasferimento nei Comuni ha una cadenza periodica e incessante. Flussi e quote sono frutto di decisioni che passano sopra le

teste dei sindaci, mentre ai gestori dei centri di accoglienza spettano più di 30 euro al giorno a persona. “Ciò significa – incalza Antonelli – che da molto tempo c’è gente che si arricchisce senza l’obbligo di garantire chissà quale qualità di servizio. A questo punto noi sindaci dovremmo rompere lo schema, prendendo in carico la gestione diretta degli spazi e dirottando quei denari verso le casse del Comune, che potrebbe utilizzare tali risorse per rimpolpare i servizi sociali a beneficio dei nostri concittadini in difficoltà”. Il ragionamento non fa una piega. E se Antonelli riuscisse a tradurlo in realtà, Busto diventerebbe apripista di una svolta di rilievo nazionale. Per alcuni è una missione impossibile. Per noi, un banco di prova coraggioso per una politica che, invece di stracciarsi le vesti, si rimbocca le maniche.

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