di Luca Ielmini
VARESE La Canottieri Gavirate vince il ventesimo Festival dei Giovani. È un trionfo tutto colorato di rossoblu: la festosa truppa gaviratese inonda la tribuna della Schiranna. Il remo provinciale esulta anche per chi arriva subito dietro: i padroni di casa della Canottieri Varese si piazzano secondi completando così una doppietta provinciale da sogno. Terza la comasca Canottieri Lario.
LO SPIRITO Il Festival del Giovani è la kermesse nazionale per eccellenza: riservato alle categorie Allievi B, Allievi C e Cadetti, cioè ad atleti di età compresa tra gli undici e i quattordici anni, è una sorta di campionato tricolore a squadre a punti. Questo, almeno, per chi ama gli albi d’oro. Nelle intenzioni, invece, il Festival è una grande festa punto e stop. Per dirne una: ogni giovane atleta, per il solo fatto di mettersi ai remi fa guadagnare due punti al suo club (poi, ovviamente, il piazzamento rimpingua il bottino). Quindi, la quantità dice la sua eccome.
UN AFFARE VARESINO La Gavirate vince il trofeo per la terza volta e torna al successo giusto due anni dopo Piediluco 2007. Contando le quattro recenti affermazioni dei cugini della Canottieri Varese (2002, 2004, 2005 e 2006), il Festival resta in provincia per la settima volta in otto edizioni. Solo l’Ilva Bagnoli l’anno scorso a Corgeno era riuscita a spezzare il dominio varesino. Se si parla di remo giovanile, il dialetto bosino è la lingua che fa al caso.
TRE GIORNI DI PASSIONE La gare sono partite venerdì mattina alle nove e, senza soluzione di continuità, si sono concluse alle 12.30 di ieri (in realtà, pur di non farsi mancare niente, nel primo pomeriggio ci sono anche state le sfide in quattro di coppia e otto tra i cadetti di rappresentative regionali). Momento culminante la cerimonia d’apertura di venerdì sera, con la nazionale di canottaggio schierata a colorare d’azzurro il pontile premiazioni e a lanciare gadget a mille piccoli atleti in delirio di fronte ai propri idoli.
LISCIO (O QUASI) Il sole e il caldo hanno fatto da contorno a tre giorni speciali. La Schiranna è stata invasa in lungo e il largo e ha retto bene l’urto. Per tutto il fine settimana il Parco Zanzi è stato un brulichio di colori, scherzi e risate. Una sorta di villaggio olimpico in miniatura. La kermesse si sarebbe potuta increspare solo sabato sera verso le 18.30, quando un vento violento si è abbattuto sul lago di Varese. Gare interrotte prima del tempo, qualche scafo si è rovesciato, ma la macchina dei soccorsi della Canottieri Varese ha rattoppato senza indugi.
LA GARA DI ANDREA In mezzo a mille momenti, a loro modo tutti speciali, la gara di Andrea occupa un posto tutto suo. Andrea è di Castiglione, ha undici anni e non ci vede; ieri ha fatto una cosa mai andata in scena. Su un doppio Allievi B della Canottieri Varese, insieme al compagno di scorribande Giacomo Braghin, alle 10.05 si è presentato al pontile di partenza ed è arrivato in fondo. Niente podio, ma quel quinto posto è memorabile.
IL DISAPPUNTO DI GIADA Se si ha la possibilità di sostare, di quando in quando, nella zona premiazioni, si ha la fortuna di imbattersi in facce che esprimono senza veli la spontaneità di chi ha undici anni o giù di lì. Ieri è arrivata Giada Formica, che voga per la pugliese Pro Monopoli. Era accompagnata dalla mamma e chiedeva un nuova medaglia. «Come un’altra medaglia?». «Sì – ha spiegato lei -, ho vinto l’oro nel doppio con la mia amica Sara Monte, ma la medaglia che mi hanno dato aveva il nastro sfilacciato, deve essere caduta da qualche parte e ora non la trovo più. È l’unico oro che ho vinto». Accontentata. E lei se n’è tornata contenta verso l’altro capo d’Italia.
a.confalonieri
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