Roma, 6 lug. (Apcom) – Manca poco al G8 dell’Aquila, ma la terra
trema, dopo le scosse, dei giorni scorsi che hanno toccato anche
magnitudo 4.5 – così la scossa del 22 giugno, la più forte dalla
replica del 13 aprile, mentre una scossa di 4.1 si è avuta solo
venerdì scorso – qualche preoccupazione c’è.
I piani di evacuazione in caso di emergenza sismica ci sono e ci
sarebbero stati in ogni caso, si sottolinea, dato che comunque il
summit si svolge in una zona a rischio sismico. Così in caso di
terremoto di grandi dimensioni, i leader sarebbero immediatamente
trasferiti a Roma in elicottero, in pochissimi minuti dallo
stesso piazzale interno al compound della Guardia di Finanza che
ospita il vertice, dove sono stati allestiti due eliporti.
Ma anche se il terremoto non fosse così forte, in caso comunque
di magnitudo avvertita e apprezzabile, ovvero indicativamente tra
4 e 4.5 – spiegano fonti della protezione civile – ci sarebbero
comunque i controlli dei vigili del fuoco per verificare
l’agibilità prima di far rientrare nelle palazzine di Coppito le
delegazioni.
Una magnitudo simile, si spiega, non danneggerebbe in alcun modo
la struttura della scuola della Gdf che ha resistito senza
problemi anche al sisma del 6 aprile di magnitudo 5.8, ed è
definita quindi sicura, ma visto che si tratta di ‘ospiti di
riguardo’, i vigili del fuoco farebbero comunque delle verifiche
per eventuali danni minori.
Gtu
MAZ
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