– La prima sbronza arriva sempre prima. Già tra gli 11 e 12 anni. Per il Ser.T di Varese, inoltre, gli under 30 rappresentano il 9,1% degli utenti dei servizi per la dipendenza da alcol. «L’alcol tra i giovani e i giovanissimi rimane la sostanza che crea più problemi, diretti e indiretti, a causa del l’abuso che ne viene fatto». Queste le parole di , coordinatore di Discobus, l’unità mobile che offre un sul territorio provinciale un servizio di informazione specifica e di riduzione dei rischi personali, sociali e sanitari connessi all’uso e all’abuso di alcol di sostanze legali e illegali. «Recentemente – continua Battaggi – abbiamo attivato una stretta collaborazione anche con il comune di Varese per fare un focus sulle problematiche legate al centro cittadino e alla movida urbana. Con l’arrivo dell’autunno intendiamo attivare un tavolo con tutti gli attori coinvolti nella movida varesina, baristi e amministrazione, per affrontare insieme le criticità legate al l’abuso di alcol e alla somministrazione di alcolici ai minori. Ad esempio, è importante che il locale esponga un modo chiaro che al minore di 16 anni no possono essere somministrati alcolici e che agli under 18 è vietata la vendita di super alcolici. Questo perché riteniamo fondamentale diffondere la cultura del bere mediterranea: noi non diciamo no all’alcol, diciamo no all’abuso di alcol, soprattutto cocktail a stomaco vuoto. Tendenza tipica dei ragazzini di oggi, ma anche dei trentenni». La tendenza è quella, infatti, di sostituire il
vino con vodka, whiskey, rum, gin, spesso mischiati con bevande energetiche o succhi di frutta. E poi ci sono le droghe: un ragazzo su due fa uso di stupefacenti, soprattutto cannabis. La novità riguarda il repentino abbassamento dell’età della prima assunzione: si iniziano a fumare spinelli già a 11-12 anni, mentre le pasticche vengono utilizzate a 13-14. «Questi sono i dati che raccogliamo con i nostri questionari anonimi all’esterno delle feste e dei festival dove prestiamo servizio. Il grosso problema è che la maggior parte dei ragazzini non è informata su ciò che prende, sui dosaggi sicuri, sugli effetti è sulle possibili controindicazioni». Drogarsi senza sapere di cosa. L’abuso di sostanze stupefacenti nell’universo giovanile ha anche questo trend. «In diversi party legali e illegali a cui presenziamo in provincia – continua il coordinatore di Discobus – è molto diffuso l’uso della ketamina. Sia lo scorso sabato, che a metà luglio, abbiamo dovuto soccorrere dei ragazzi che si sono sentiti male perché avevano sbagliato le dosi e rischiavano di farsi male perché non controllavano più il proprio corpo. Più diffuso, anche nei festival ormai noti del varesotto, è l’Mdma». La cocaina viene descritta come un fenomeno dei ragazzotti adulti, ma difficilmente controllabile. «La usano laboratori, professionisti e trentenni sia per farsi la serata in compagnia, sia per andare al lavoro. Essendo gli effetti di questa sostanza meno manifesti, diventa difficile mappare chi ha assunto cocaina che, comunque, risulta essere presentissima anche a Varese città».













