Si è concluso domenica il Bossalito, la competizione sportiva della Valbossa alla quale hanno partecipato diversi comuni della zona quali Azzate, Bodio Lomnago, Brunello, Buguggiate, Daverio, Galliate Lombardo/Crosio, Gazzada Schianno e Mornago. Iniziata il primo agosto ad Azzate con un torneo di pallavolo mista, si è chiusa con la vittoria del comune di Mornago con 176 punti.
Il Bossalito è come un palio, o meglio ancora una piccola olimpiade, dove i paesi si sfidano in tornei di pallavolo, briscola, calcio, tiro alla fune e camminata, un’occasione di incontro e divertimento aperta a tutti i residenti dei comuni partecipanti. Per risalire alla nascita della manifestazione, bisogna tornare indietro agli Anni 80, che videro però solo due edizioni, quella del 1986 e quella 1987, dopodiché più nulla. L’idea partì all’epoca dalla società Azzate calcio, ed era prevalentemente una raccolta fondi. Il recupero del palio con l’edizione 2016, nel suo trentennale, la si deve invece a un’idea di e , ex dirigenti dell’Azzate calcio. È proprio a Leoni a spiegare la volontà di recuperare la manifestazione: «L’idea è nata a febbraio, e fin dall’inizio avevamo pensato a cinque giochi da distribuire nei diversi paesi, cercando di far corrispondere ad ognuno una disciplina che gli appartenesse anche per folklore». Otto squadre che si affrontano in discipline differenti, e tutti pronti a mettersi in gioco per rivalorizzare lo spirito d’amicizia del territorio.
Nonostante la volontà forte, non sono mancate però le difficoltà «compresa qualche tempesta – ricorda Leoni – come quella a Crosio che ha abbattuto tre gazebi, costringendoci a rinviare la manifestazione due volte. Oppure l’organizzazione materiale, limitata a causa della non adesione di tutti i paesi».Ma lo sguardo è già rivolto al futuro, con la speranza «proprio di una maggiore adesione da parte degli altri comuni, per poter così allargare anche il numero delle discipline, in modo che ogni paese possa inserire un proprio gioco che lo rappresenti, magari anche con un concorso di pittura e altri giochi per i bambini, che rappresentano, e saranno, il futuro» confida Leoni. Le motivazioni sono chiare: un gruppo di persone innamorate della Valbossa che vogliono risvegliare dal torpore i paesi di provincia. Valorizzando, ampliando, e forse riscoprendo così la propria cultura, e magari nella prossima occasione anche con l’aiuto della Pro loco.













