Si ritorna a parlare di campi sportivi fatiscenti. Questa volta nel mirino non è un super impianto come l’ippodromo o il Palaghiaccio, ma il campo di atletica “G. Bellorini” di Varese, situato a Calcinate degli Orrigoni, che rappresenta uno dei punti di riferimento più importanti per lo sport della nostra provincia, nonché una storica fucina di campioni di livello nazionale e internazionale.
Una realtà che, quotidianamente, offre un servizio a più di trecento iscritti di tutte le età, professionisti e amatori delle varie discipline (dal mezzofondo, ai lanci, passando per il salto con l’asta, la velocità e gli ostacoli). Buche sul terreno di preparazione, buche nelle porte degli spogliatoi, disgregazioni di vario genere in palestra, muffe e molto altro.
Tutti segni che fanno emergere una situazione degradata e una scarsa manutenzione dell’impianto stesso.
Tanto che, a sostegno della grande passione per questo sport, gli atleti varesini hanno di recente aperto una pagina Facebook, intitolata “Salviamo il campo di atletica di Varese”, con foto che testimoniamo, in maniera originale, la richiesta del gruppo di un vero e proprio recupero di quella che considerano la loro “casa”. Silvia Gandini, una delle promotrici di questa campagna online, afferma: «Queste immagini rappresentano la volontà di vivere lo sport dell’atletica nonostante il degrado della nostra struttura. Il tartan è elemento tradizionale della pista di atletica; cosa meglio del suolo rovinato può essere simbolo della nostra campagna?».
Ma gli atleti non sono soli in questa battaglia per la salvaguardia dell’impianto. In loro supporto, il giovane consigliere comunale del Pd, Giampiero Infortuna.
«Purtroppo, negli anni, la condizione della pista e delle strutture annesse, di proprietà del Comune, ha raggiunto livelli di indecorosità mai visti prima». Infortuna ha deciso di far riecheggiare la denuncia tra le mura di Palazzo Estense che, dopo aver effettuato un sopralluogo, ha indirizzato un’interrogazione urgente a risposta scritta a sindaco e assessori competenti.
«I principali problemi dell’impianto – dichiara Infortuna – fanno riferimento all’evidente usura del manto della pista, sempre più verso una lenta e continua disgregazione, con vere e proprie crepe di diversi centimetri nel tartan che rischiano di compromettere la stagione agonistica e, ancor peggio, la sicurezza degli stessi atleti».
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