«Costruiamo un mondo migliore»

L’esempio - Valentina Minazzi, presidentessa di Legambiente Varese, racconta i valori dietro l’impegno quotidiano

– In questi giorni, passando per la Rasa e il Brinzio, è facile imbattersi in un gruppo di 12 giovani stranieri, ragazze nella maggior parte, impegnati nella tutela dell’ambiente. Hanno un’età compresa tra i 20 e i 33 anni, vengono da Spagna, Francia, Grecia, Russia, Bielorussia e Turchia, si spostano in bicicletta e occupano la maggior parte del tempo nella pulizia dei sentieri di villaggio Cagnola. Sono i volontari del campo internazionale di Legambiente, esperienza che dal 2002 a oggi è gestita da , presidentessa di Legambiente Varese.

Legambiente fa parte di un network internazionale che porta avanti i campi di volontariato nati con il movimento pacifista, dopo la prima guerra mondiale. Con l’idea che, per costruire un mondo di pace, bisognasse avvicinare i popoli e farli lavorare insieme. È un’idea banalissima, che adesso si sviluppa mettendo insieme persone diverse per cultura ed età. Questa è la filosofia base dei campi di volontariato, che si sposa benissimo con la mission di Legambiente, ovvero costruire un mondo migliore partendo dal volontariato, rendendo i cittadini protagonisti del cambiamento. Questi sono anche i miei valori, per questo organizzo i campi ogni anno.

Diciamo che questi campi costituiscono il proseguimento di attività e progetti che svolgo tutto l’anno. Lavoro come libera professionista dell’ambientalismo e i campi fanno parte dei miei impegni. Ma credo di poter dire che con i volontari trascorro la maggior parte delle mie vacanze estive.

Difficilissimo rispondere. Non si riesce a trovarne una sola. Ho iniziato 16 anni fa con il primo campo di volontariato internazionale, in totale ho conosciuto più di 600 persone provenienti da tutto il mondo. Ho trascorso con loro momenti meravigliosi, difficile raccontare un episodio per escluderne altri.

Ora che la comunicazione è più facile ci si sente più spesso. Mi è capitato di mettermi in contatto con ragazzi che vivono in Paesi non facili. Per esempio, quando ho visto quello che stava succedendo in Ucraina, ho sentito il bisogno di chiamare i ragazzi che vivono a Kiev.

Undici.

La cosa più faticosa in assoluto?

La parte preliminare: è difficile coinvolgere le persone sul territorio. È un lavoro che si fa con gli anni, non dall’oggi al domani. Per fortuna ormai un bagaglio me lo sono costruito ed è tutto più semplice.

A Milano ad agosto no, non è la stagione giusta. Andremo sul lago Maggiore. Negli ultimi anni stiamo cercando di stare più sul territorio, anche perché la nostra provincia può offrire cose bellissime. Basta andare al Sacro Monte e al forte di Orino per vedere panorami speciali.

Nonostante masterchef e altri talent show che girano per il mondo, mi sembra che le capacità culinarie delle persone stiano calando, quindi spesso e volentieri mi capita di dover cucinare. Ovviamente ai ragazzi stranieri va fatta provare la pizza, ma la facciamo fare alla pizzeria nel forno a legna che è meglio.