Posteggia attorno alle 17.30 in divieto in vicolo San Michele e litiga con gli agenti della polizia locale: «Hanno aggredito me e mio padre». Diametralmente opposta la versione degli agenti: sarebbero stati loro ad essere strattonati e aggrediti dal padre della donna e dall’automobilista stessa.
Automobilista che racconta: «Ho posteggiato l’auto in doppia fila per pochi minuti. Lì non ci sono parcheggi, aspettavo che si liberasse un posto». La donna ammette: «Ero in divieto di sosta. Sono arrivati i vigili. In malo modo mi hanno detto che in quel posto non potevo stare».
Secondo la versione dell’automobilista in pochi istanti «ho spostato l’auto per sistemarla in un posteggio finalmente libero. Uno degli agenti mi ha seguito dicendomi con tono minaccioso che non finiva lì. Che non sapevo cosa mi sarebbe successo. Se mi avesse multato l’avrei capito, ma non quel tono». A quel punto interviene il padre della donna: «Ha soltanto detto che non era il modo di fare ed è stato aggredito, malmenato. Hanno anche cercato di mettergli le manette».
Una colluttazione c’è stata, secondo gli agenti, però, sarebbe stato l’uomo a insultarli e malmenarli. Da parte loro il contatto fisico era mirato esclusivamente a difendersi e a riportare la calma. Sempre secondo la versione degli agenti, impegnati in un servizio di contrasto alla sosta selvaggia in una zona delicata, sarebbe stata la donna ad aggredirli dopo aver avuto la sanzione.
In seconda battuta sarebbe arrivato il padre a darle man forte. Padre e figlia sono stati denunciati per oltraggio. Tutti i coinvolti sono andati all’ospedale per farsi visitare, nessuno ha ferite gravi.
E a breve scatterà una seconda querela: «Abbiamo già dato mandato al nostro avvocato di denunciarli – spiega la donna – Non mi interessa. È stata una cosa gravissima. Andremo sino in fondo. Usciti dall’ospedale sporgeremo immediatamente denuncia».
A questo punto l’autorità giudiziaria dovrà ricostruire il fatto. Fatto al quale hanno assistito numerosi testimoni che saranno certamente ascoltati.
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