Il trionfo dell’amore su odio ed ignoranza

Il commento di Marco Tavazzi sulla prima unione civile

«Nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia». Queste parole, pilastro del giuramento matrimoniale, sono facili da recitare, ma è più difficile esservi coerenti quando ci si trova nella cattiva sorte. Perché stare insieme nella cattiva sorte non è facile. È lì che si vede se l’amore è vero, se l’amore è genuino. Ci sono persone che recitano quel giuramento senza prenderlo troppo sul serio. In qualche caso, già sapendo fin dall’inizio che non lo osserverà. E c’è chi invece è pronto a rispettarlo, lo è sempre stato, ma non ha finora avuto il diritto di poterlo recitare. Cosa sono le parole senza la concretezza? Non sono niente. Ma negare di poter recitare quelle parole, di potersi unire legalmente quando ci si ama, è sintomo di inciviltà. Ma oggi non parliamo del passato. Oggi si celebra la bellezza, la notizia della prima unione civile a Varese. Anche se la situazione poteva essere migliore, è stato comunque un giorno di grandissima gioia. Due donne che si amano si sono

potute finalmente unire legalmente, formare una coppia ufficiale riconosciuta dallo Stato italiano. Il rito è stato celebrato in ospedale e quel luogo, abituato più al dolore che alla gioia, ieri si è riempito di luce, di felicità. E la gioia che hanno provato le due innamorate, di potersi unire in un vincolo, non può non essersi trasmessa anche ai presenti. Al sindaco in primis, chiamato a svolgere il suo compito, ad officiare la cerimonia. Ai medici, agli infermieri. Ieri, in una solitamente asettica sala dell’ospedale, l’amore ha trionfato. Contro i pregiudizi di chi è abituato ad odiare per ignoranza o convenienza politica. E a farlo trionfare sono state certamente le persone che si sono battute per far approvare la Legge Cirinnà. Ma anche chi in questi anni, in questi decenni ha combattuto per difendere la propria dignità. E soprattutto a farlo trionfare sono state loro, le due donne che non si sono arrese, che hanno continuato ad amarsi lo stesso nonostante la società e la legge dicesse che era sbagliato.

E alla fine hanno vinto. Ma in fondo, avevano già vinto nel momento in cui avevano deciso di stare insieme.