«In sella alla MV sensazioni uniche»

In sella alla sua F3 675, Jules Cluzel corre all’inseguimento, non semplice ma assolutamente possibile, di un titolo mondiale nella Supersport che porterebbe rinnovata gloria a una casa storica e prestigiosa come MV Agusta, sulle orme delle grandi emozioni targate Cagiva vissute qualche decennio fa.

Con due vittorie e cinque podi complessivi nelle 7 gare iridate finora disputate, il pilota francese sta guastando e non poco i piani degli agguerritissimi avversari giapponesi, a cominciare ovviamente dalla Honda, in testa al Mondiale con l’olandese van der Mark, avversario di Cluzel in tanti, spettacolari duelli stagionali.

È bellissimo per me. Appena iniziata questa avventura, non ho solo vinto immediatamente la prima gara della stagione, in febbraio a Phillip Island, ma ho anche potuto scoprire la grande storia e il vasto pubblico che caratterizzano questo marchio. Poi, fin dalla prima visita allo stabilimento della Schiranna, ho percepito il grande entusiasmo di tutto il team al lavoro e degli appassionati. Per me tutto ciò rappresenta un supporto importante: mi piace molto quest’atmosfera, che non avevo riscontrato in altre esperienze vissute in passato, con altre moto.

Sono davvero molto soddisfatto: dal mio punto di vista di pilota non è cambiato nulla, non ci sono stati intoppi di nessun tipo. Abbiamo lavorato molto bene per tutto il fine settimana, dall’inizio alla fine, nonostante la grande pressione addosso, data anche dal confronto con un avversario formidabile come Michael van der Mark. Ma in gara sono riuscito a spingere fino alla fine e sono estremamente contento. Vincere in Italia, poi, è il massimo con una moto italiana.

È il più difficile, assolutamente. Ma alla fine della stagione mancano ancora cinque gare e può succedere di tutto. Il nostro compito è quindi essere concentrati al massimo e dare tutto fino alla fine.

Certo, possiamo fare ancora di più. Pensate ad esempio che la moto di van der Mark è il frutto di un lavoro e di un’esperienza che prosegue da anni, mentre la nostra è una moto giovane, che ha un grandissimo potenziale di crescita e che stiamo sviluppando di gara in gara.

Sì, davvero. Lì abbiamo lasciato per strada tanti punti. Ora siamo indietro di 28 rispetto a van der Mark (135 contro 107, ndr) e c’è rammarico, perché nella gara spagnola potevamo ottenerne 20 o addirittura 25, mentre a Imola ne abbiamo conquistato uno soltanto.

Spero di no: però questi sono inconvenienti che possono sempre capitare a tutti. In queste gare abbiamo comunque dimostrato che noi siamo quelli che vanno più forte, in ogni gran premio, e sappiamo di poter ottenere il podio in tutte le prove che restano. Speriamo che ci assista anche un po’ di fortuna.

Direi proprio di sì. A Portimao, che sarà il prossimo appuntamento (domenica 6 luglio, ndr), abbiamo fatto dei test quest’inverno: sappiamo da allora che cosa andava migliorato nella moto e siamo intervenuti. Le piste di Losail, in Qatar, dove si disputerà la prova conclusiva, e di Jerez, in Spagna, mi piacciono parecchio.

Quella è la mia gara di casa…

Assolutamente sì, ci credo tanto. Dall’inizio della stagione la moto è migliorata sempre di più e ora abbiamo trovato soluzioni che funzionano al meglio. Lo dimostra il gran ritmo che stiamo tenendo nella conquista dei risultati, gara dopo gara. E potevamo anche vincere almeno un gran premio in più.

Credo proprio di sì: vogliamo proseguire insieme questa grande avventura.

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