– Un passo sulla via delle cappelle è un passo verso la meta, geografica – quel Sacro Monte che osserva tutti dall’alto e che in questo caso celebra un inizio – e istituzionale, la poltrona di prossimo sindaco di Varese. Prima di camminare, però, occorre marcare il terreno: «La forza che governa la città deve essere quella delle idee, non dei soldi». «Il vero civismo sta nel coinvolgere i cittadini». «Collaborare con Orrigoni? Non voglio rinunciare alla mia libertà». Detto, fatto: in marcia.È una giornata di sole quella che accoglie l’incipit della campagna elettorale di, un sole che scioglie le catene dell’incertezza che hanno tenuto imprigionato il suo nome in un’estenuante discussione sulla rappresentatività: candidato di tutti o di nessuno?
La risposta è arrivata nei giorni scorsi e trova una conferma nelle presenze che lo hanno scortato ieri sulle prime rampe, vere e metaforiche: il vicesindaco e l’assessore , le basi – insieme a lui – della Lega Civica che ne sarà l’espressione partitica, anzi movimentista («Siamo un movimento, non un partito» dice il vicesindaco). Davanti alla stampa si parte dal primo amore, lo sport, discutendo informalmente di palla ovale («Stiamo facendo un gran lavoro» dice colui che è presidente del Rugby Varese) e di basket («L’eccellenza sportiva su cui dovrebbe puntare la città). È un antipasto del cammino vero, introdotto nei pressi della prima cappella proprio dallo scudiero Morello, alter ego che spiana la strada: «Non poteva che partire da questa perla del territorio la nostra avventura – afferma – Ci vuole amore per Varese e Malerba, con tutto quello che ha fatto per il rugby, ha dimostrato di amare tanto questa città. La nostra unione odierna è sintomatica del lavoro che vogliamo portare a termine e anche di un passaggio di consegne: io ed Enrico rappresentiamo ciò che è stato fatto, Stefano quello che si farà. Cosa significa essere civici? Vuol dire aprirsi ai cittadini e alle loro idee, senza vivere di politica o far sì che siano i soldi (primo riferimento ndr) a dettare le logiche». La parola passa al candidato: «Parleremo con chi abita questa città, in maniera differente rispetto al passato. Il senso vero del civismo e la discontinuità verso una politica che non ci piace più stanno nel coinvolgimento effettivo dei cittadini: io avrò bisogno del loro aiuto. È la forza delle idee e non dei soldi (secondo riferimento ndr) a poter condurre la città».Incominciare dal borgo sacro e dai suoi dintorni significa, in primis, individuarne i problemi e le questioni perennemente sul piatto.
Prima Cappella vuol dire il tanto contestato parcheggio: «Poteva rispondere a un’esigenza di sostentamento delle attività commerciali del Sacro Monte, che non devono avere un bilancio in perdita – riparte Morello – Ma ci siamo impantanati. Il futuro dovrà essere diverso». E come? «Bisognerà pensare a un progetto complessivo che tenga conto di tutte le peculiarità di questo luogo, turistiche, religiose ed economiche – risponde Malerba – Ci si dovrà raffrontare con tutte le associazioni che gravitano intorno a quest’area e ascoltare davvero che ci abita».Alzare gli occhi un poco più in alto permette di inquadrare anche un’altra questione irrisolta: il
Grand Hotel Campo dei Fiori. Il Movimento Cinque Stelle ha appena lanciato diverse idee sulla sua riqualificazione, la Lega Civica frena ma allo stesso tempo apre: «Non dimentichiamoci che si tratta di una proprietà privata – riattacca il vicesindaco – Riusciremo a trovare qualcuno che voglia investire per una sua riconvenzione? Se la risposta è sì allora il Comune deve essere ben disposto a collaborare».L’ultima battuta sui ciottoli della via sacra è del candidato sindaco. Ed è una risposta politica a, che proprio l’altro ieri ha auspicato una futura collaborazione tra lui e Paolo Orrigoni, neo candidato definitivo per il centro destra.
«Maroni è un amico, ma al momento io e Orrigoni abbiamo idee e prospettive diverse per la città. La mia totale indipendenza dai partiti è un valore aggiunto, così come la mia volontà a non soggiacere ad alcuna logica che abbia a che fare con loro. Voglio rimarcare questa libertà».













