Spese non pagate per diecimila euro. Riccardo Bossi accusato di truffa

Il Caso - Il primogenito del Senatur davanti al Gup: per l’accusa acquistò gioielli e gomme senza saldare il conto. Ieri si sarebbe dovuto discutere del rinvio a giudizio o dell’archiviazione

– Acquisti non pagati per più di diecimila euro: finisce davanti al gup di Varese con l’accusa di truffa. Il primogenito dello storico senatur, ieri, non era fisicamente presente in aula. Durante l’udienza preliminare si sarebbe dovuto discutere del suo rinvio a giudizio o dell’archiviazione delle accuse a suo carico, ma un intoppo singolare ha fatto saltare tutto. L’avvocato napoletano di Bossi jr. ha infatti dismesso il mandato piantando in asso il suo assistito. In sede d’udienza, dunque, si è proceduto a nominare un avvocato d’ufficio quale difensore di Bossi. In particolare l’avvocato che, ricevendo in quel momento gli atti processuali, ha giustamente chiesto i termini a difesa per poter studiare le carte. L’udienza è quindi stata aggiornata al prossimo 15 novembre. Secondo l’autorità giudiziaria, che ha chiesto il rinvio a giudizio di Bossi jr, il primogenito del senatur avrebbe fatto acquisti di varia natura per un ammontare complessivo di circa diecimila euro. Salvo poi non saldare il conto facendo mille promesse su un imminente pagamento. Promesse mai mantenute. Cose tipo, tranquillo poi passo a saldare, sparendo nel nulla. Secondo indiscrezioni Bossi jr. avrebbe in talune occasioni anche dichiarato che a pagare sarebbe poi passato il padre, sfruttando quindi il cognome di peso che porta. Padre al quale, ovviamente, i debiti non sono in alcun modo riconducibili. Le parti civili sono in tutto tre: un gioielliere di Varese, un gommista, sempre varesino, e una società di servizi. Dal gioielliere Bossi jr. avrebbe speso circa settemila

euro, mentre più di duemila euro sarebbero andati per l’acquisto di quattro gomme e quattro cerchioni per la Porsche Cayenne di famiglia. Spese che avrebbe tralasciato di pagare con i creditori, che stanchi di chiedere alla fine hanno sporto denuncia. Bizzarro è il fatto che lo stesso Bossi sia coinvolto in un’indagine per fatti analoghi coordinata dalla procura di Busto Arsizio. In quel caso Bossi jr. si sarebbe regalato un costoso Rolex, acquistato in una nota gioielleria di Busto Arsizio, dimenticando, anche quella volta, di saldare il conto.E anche lì il gioielliere alla fine lo ha denunciato. A settembre dovrà comparire davanti ai giudici di Busto Arsizio, a novembre davanti a quelli di Varese. Un vero tour de force per il primogenito del Senatur. Che lo scorso marzo, con rito abbreviato, è stato condannato in primo grado a un anno e otto mesi dal Tribunale di Milano per appropriazione indebita. Il primogenito del fondatore della Lega era finito sotto processo per una serie di spese personali (circa 158 mila euro, secondo l’accusa) fatte con i fondi del Carroccio. Bossi ha già annunciato il ricorso in appello per quella sentenza, mentre a Busto e Varese si batterà per non finire a processo.Un anno intenso sotto il profilo giudiziario per lui. Dopo la condanna l’avvocato difensore aveva spiegato come Riccardo Bossi fosse “in difficoltà” e “stesse cercando lavoro”. Tra settembre e novembre, intanto, si giocherà la partita varesina. Con i creditori inferociti e motivati a ottenere i pagamenti richiesti.