Ecco il Varese di Milanese: “Pochi acquisti ma di qualità”

Ecco il Varese di Milanese: “Pochi acquisti ma di qualità”

VARESE E’ bastata la prima serata masnaghese dell’anno. E’ bastato tornare a vedere il Varese per andare a casa più tranquilli di prima. Dopo la sfida con gli spagnoli dell’Osasuna e alla vigilia del test affascinante e impegnativo contro il Torino di Giulio Ebagua (domenica a Verbania, ore 20.45), chiacchierare con Mauro Milanese è più piacevole del solito.

Direttore, delle tante buone notizie portate in dote dall’amichevole con gli spagnoli ne scegliamo una: duemila paganti al quattro agosto sono tanti, non crede?
Sono tantissimi. Evidentemente a Varese c’è ancora tanta voglia di calcio, e il resto l’ha fatto la curiosità di vedere all’opera questa squadra tutta nuova. Nuova nei nomi ma non nello spirito: quello dovrà essere lo stesso di sempre.

E sarebbe?
Lo ripeto ogni giorno ai ragazzi e al mister perché credo sia la cosa più importante di tutte: il Varese è arrivato fin qui grazie al suo spirito, non grazie al nome dei suoi giocatori. Se abbandoniamo questo modo di ragionare e di vivere, e mi ci metto anch’io visto che c’ero al primo anno di Sannino, non andremo da nessuna parte. La voglia di lottare fa la differenza: poche squadre riescono a vincere anche quando non giocano al massimo, e il Varese non è tra queste.

Mercato. Quali le sue prossime mosse?
Pochi acquisti, ma di qualità. Abbiamo sopperito alle partenze portando a casa uomini importanti, ora stiamo a vedere come si muoverà il mercato. Di sicuro prenderemo un portiere, poi staremo vigili e pronti a sfruttare ogni occasione.

Quando?
Non ora. Come ho detto non cerco uno qualunque: se prendo qualcuno, dev’essere forte. Quindi potrebbe fare al caso nostro un giocatore che al momento è in ritiro con una squadra di serie A e sta capendo che finirà ai margini della rosa, che giocherà poco.

Quindi?
Quindi si sta guardando intorno. Prima cercherà di piazzarsi in qualche altra squadra di A, poi inizierà a strizzare l’occhio alle squadre più importanti e ricche della B, tipo Sampdoria o Torino.

Poi?
Poi questo giocatore potrebbe capire che al Varese troverebbe l’ambiente giusto e lo spazio che gli serve. Noi, intanto, lo aspettiamo. Tenendo conto che il nostro mercato dovrà necessariamente vivere di qualche addio: siamo in troppi, e dovremo sfoltire la rosa.

Lepore è uno di quei giocatori che se ne andrà?
Sì. Noi abbiamo fatto la scelta di avere due giocatori per ruolo: vista la rosa, il mister ha deciso di dare fiducia a Cazzola e Carrozza, oltre a Nadarevic e Zecchin. Lepore dovrà accettare questa realtà, e trovare una squadra di C1 dove essere protagonista. Lo hanno fatto anche Tripoli e Concas, quando hanno capito che qui non avrebbero avuto spazio.

Gasbarroni?
Stesso discorso: in quel ruolo abbiamo quattro giocatori. Certo: se Zecchin dovesse faticare più del previsto a guarire dalla sua pubalgia, ecco che allora potremmo pensare a Gasbarroni o a uno come lui. Ma noi tutti speriamo di avere Zecchin, e di non doverlo sostituire.

Moreau: con l’Osasuna benissimo. No?
Sono molto contento di come ha giocato. Lui sa di essere qui a giocarsi le sue carte, e io so che lo farà fino in fondo. Ha avuto un’offerta dal Novara per fare il terzo in serie A, ma l’ha rifiutata perché vuole restare con noi: avrà la possibilità di conquistarsi il suo spazio.

Più e meno della serata di giovedì: Kurtic e Grillo.
Conosco benissimo Kurtic perché ho passato ore e ore davanti ai suoi video: so quello che può darci, e conosco la sua voglia di sfondare. E’ un Buzzegoli più fisicato, e ha due piedi d’oro. Grillo? Non mi nascondo: giovedì sulla sinistra abbiamo fatto fatica. Ha faticato Grillo, ma è anche vero che Carrozza non l’ha aiutato più di tanto, è rientrato poco e spesso l’ha lasciato solo. Ma non mi preoccupo: loro due sono al 50 per 100 della forma, non potranno che crescere.
Francesco Caielli

e.marletta

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google