Sinistre e Pd in piazza a difesa della Costituzione

Sinistre e Pd in piazza a difesa della Costituzione

Roma, 7 feb. (Apcom) – Di nuovo insieme in piazza a difesa della Costituzione e del presidente della Repubblica, contro il governo che vuole imporre la sua volontà alla famiglia di Eluana Englaro. Sinistre e Pd si incontrano davanti a palazzo Chigi per un sit in organizzato in poche ore e c’è soddisfazione per la risposta positiva della gente. Sono

tanti, forse qualche migliaia, i cittadini che si “indignano” per l’approvazione del ddl del governo sul caso di Eluana e l’accelerazione imposta oggi alla sua approvazione in Parlamento. Le bandiere sono quelle del partito socialista, di Rifondazione, dei Verdi, di Sinistra democratica, dei Radicali e arrivano anche quelle del Pd con Enzo Bianco, più tardi anche Ignazio Marino e Gianni Cuperlo.

Alle 17 e 30 sono già troppi per restare “relegati” davanti alla
Galleria Alberto Sordi, il luogo assegnato ai manifestanti, che
decidono di spostarsi, con la regia di Paolo Cento, verso
Montecitorio e poi da lì in un corteo munito di fiaccole e slogan
fino a lambire palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio
Berlusconi, dove i cori si fanno più ‘caldi’: “Berlusconi
sciacallo infame, questo paese non è il tuo reame”. Quindi il
ritorno al punto di partenza, restano lì in silenzio per un paio
d’ore, i leader politici sono pochi, si vede Gennaro Migliore,
Giovanni Russo Spena del Prc, Grazia Francescato presidente dei
Verdi, Claudio Fava di Sd. La delegazione del Pd si fa più folta,
arrivano anche Vincenzo Vita, Maria Coscia, Jean Leonard Touadi,
Franca Chiaromonte. Lo striscione principale recita “Giù le mani
dalla Costituzione” altri invece sono proprio sul caso Englaro:
“No alla falsa legge sul testamento biologico”, e ancora “Chi è
morto lo volete vivo, chi è vivo lo volete morto”. Non c’è Italia
dei valori che però in serata diffonde una nota del capogruppo
Massimo Donadi che invita tutte le opposizioni a una
mobilitazione contro l’annuncio del premier di voler modificare
la Carta.

Da lunedì la battaglia si sposta in Parlamento, il ddl del governo sarà in Aula al Senato già lunedì sera per essere licenziato dalla Camera al massimo mercoledì, ma nelle Aule a votare contro potrebbero i soli democratici e neanche tutti visto che la componente teodem ha già annunciato il voto favorevole e dal

momento che Di Pietro non ha ancora dichiarato apertamente il suo voto contrario: “E necessario che il Parlamento si assuma al più presto le proprie responsabilità con un voto – ha detto il leader di Idv -, in modo che democraticamente si decida se il ddl, presentato dall’Esecutivo, debba o no essere approvato”.

Cep

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