La carica dei mille. Varese è davvero solidale. «Sarebbe stato già un record aver portato tante persone a cena sotto il Bernascone, ma il vero successo è stato far conoscere tante associazioni, oltre una cinquantina, che operano nel sociale e aiutare cinque realtà attive nell’emergenza alimentare» ha detto don , responsabile della Caritas decanale, all’inizio della Cena Solidale che, ieri sera ha riunito un migliaio di varesini in piazza San Vittore: cittadini, volontari, candidati sindaci e autorità.Il colpo d’occhio di una piazza gremita ha mostrato «il cuore di questa città – continua don Marco – che è un cuore profondamente solidale. È ciò che volevamo testimoniare come associazioni e come singoli». I fondi raccolti saranno destinati «alle realtà che danno da mangiare agli affamati: la mensa della Brunella e delle suore della Riparazione di via Luini, l’Emporio solidale, il Banco di Solidarietà alimentare e la mensa sociale della Croce Rossa». «Cinque enti che esprimono lo spirito della Varesesolidale perché si sono messi in rete e hanno formato una piattaforma informatica condivisa e iniziato a cooperare per migliorare il loro lavoro. Vorremmo umilmente essere stimolo perché realtà che svolgono lo stesso servizio sul territorio possono mettersi insieme con questo spirito per costruire qualcosa di più funzionale ai bisogni delle persone della nostra città». Il lavoro, ieri, è iniziato al mattino con le associazioni promotrici che hanno avuto l’occasione di mostrare il proprio volto in corso Matteotti. Da Silvia, che prima di diventare ipovedente era parrucchiera e truccatrice e oggi insegna nei corsi di autonomia il make up per non vedenti, a Claudia, che nel ricordo del fratello, ha dato vita
a un centro diurno per bambini e ragazzi, fino ad Antonia, che ha imparato da piccina a far la maglia e ora attraverso quella passione raccoglie fondi per l’assistenza a persone in difficoltà.«Ognuno si è potuto far conoscere» racconta che, con e ha fatto da locomotore al treno della solidarietà. «Siamo soddisfatti d’aver fatto partire una macchina che sta crescendo. Siamo passati dai 630 dello scorso anno ai mille di oggi. La cosa più bella è amicizia generata e rafforzata tra noi. È una catena che si allunga e si rafforza. Forse non era prevedibile due anni fa, ma è più bella da scoprire giorno dopo giorno».«Abbiamo vissuto momenti di grande passione con tante persone coinvolte – dice – I varesini hanno scoperto Varesesolidale: a prescindere dallo scopo prioritario di ciascuna associazione, c’è il valore di mettersi a disposizione nel volontariato per qualcosa di importante e condiviso».Il prevosto ha espresso il desiderio che «momenti come questi siano rinnovati nei prossimi anni in occasione della festa di San Vittore perché hanno un rilievo bello e particolare così di fronte al patrono mostriamo il volto della città oggi». Per il sindaco , un evento simile «dimostra che i varesini non sono freddi come si dice, ma che hanno un cuore grande. Per me è un modo bello di conclude questa mia avventura come sindaco a Varese sono contentissimo che si possa trovare a questo associazioni perché mi assicuro che ogni giorno il confronto con le tante necessità di tanti nostri cittadini».Per la speciale occasione il nostro quotidiano ha messo a disposizione dei commensali le copie dell’inserto del giovedì dedicato al volontariato













