– Vogliono il riconoscimento dello status di rifugiati e trattamenti migliori. I profughi di Somma Lombardo hanno manifestato eri mattina davanti alla prefettura di Varese e la Lega adesso vuole vederci chiaro: «È un segnale di mala gestione, vogliamo chiarezza su chi gestisce i fondi dei rifugiati».
Si esprimono in un italiano stentato. Parlano meglio in inglese o in francese ma quello che vogliono comunicare non è una novità e si comprende benissimo: vogliono più considerazione. I profughi ospitati nella struttura di accoglienza di Somma Lombardo hanno manifestato pacificamente ieri mattina davanti alla prefettura di Varese, per chiedere notizia dei ritardi burocratici nelle domande per il riconoscimento dello status di rifugiati. Senza documenti, infatti, gli immigrati non possono lasciare la struttura, lavorare ed essere padroni del proprio destino. «Non chiediamo soldi – dicono – vogliamo solo sollecitare i nostri documenti».
Neanche la pioggia li ha fatti desistere dall’obiettivo e sotto l’acqua hanno presidiato l’ingresso di Villa Recalcati fino a che non hanno ricevuto rassicurazioni e pacificamente si sono diretti alla stazione di Casbeno per tornare a Somma. «Ma non ci arrendiamo – hanno ribadito – Non sappiamo a chi rivolgerci e neanche i titolari della struttura sanno darci delle risposte».
Ed è proprio contro chi gestisce le strutture che ospitano gli immigrati che si scaglia la Lega. «È l’ennesima volta che succede in pochi giorni – tuona , segretario cittadino della Lega Nord – questo vuol dire che il sistema di accoglienza fa acqua da tutte le parti e non è una questione di soldi, perché i bandi della prefettura sono più che generosi». Comprende i disagi e le rimostranze dei richiedenti asilo Pinti, «anche se per ogni immigrato conosco un italiano nella stessa, o anche peggiore, situazione che avrebbe tutto il diritto di protestare».
Su un pezzo di cartone i richiedenti asilo hanno scritto le loro richieste e la minaccia “di fare qualcosa di brutto” se anche questo tentativo di avere delle risposte cadesse nel vuoto. Non avevano intenzioni bellicose, anche se davanti ai cancelli di Villa Recalcati si sono schierati una decina di agenti, ma dalle loro affermazioni si intuiva un riferimento ad altri fatti di cronaca che hanno coinvolto gli immigrati. Quelli ospitati a Tradate per la precisione. Un centinaio di profughi del centro accoglienza dell’Istituto religioso Barbara Melzi, gestito della Croce Rossa, che settimana scorsa si sono barricati all’interno della struttura in segno di protesta, sempre per i ritardi burocratici nelle domande per il riconoscimento dello status di rifugiati.













