Quei 14 elicotteri in disuso pagati 18 milioni di euro

BUSTO ARSIZIO Sei milioni di euro, in due anni, per elaborare report informativi di qualità scadente e 18 milioni di euro per riacquistare dall’India elicotteri in disuso, che secondo articoli giornalistici reperiti tramite internet, 10 anni fa valevano meno di 1 milione e 200 mila euro. Sono questi i preziosi servigi per cui Agusta Westland avrebbe pagato circa 30 milioni di euro al consulente Cristian Mitchell, titolare della Global Service Fze con sede a Dubai e consulente di Agusta.

Ma chi è Christian Mitchell, e soprattutto per cosa furono utilizzati, in realtà, quei soldi? Lorenzo Borgogni, ex responsabile delle relazioni esterne di Finmeccanica, interrogato dagli inquirenti definisce Mitchell come «l’amico di Orsi». Sarebbe stato proprio il presidente di Finmeccanica a pretendere che l’inglese con azienda con sede a Dubai affiancasse gli altri due faccendieri Guido Haschke e Carlo Gerosa nell’affare di intermediazione con gli Indiani. 30 milioni, quindi, che secondo gli inquirenti vennero almeno in parte utilizzati per pagare le tangenti necessarie per assicurarsi l’affare. Secondo la difesa di Giuseppe Orsi, invece, un primo contratto da 6 milioni e 50 mila euro avrebbe avuto come oggetto l’assistenza di Mitchell nell’esecuzione del contratto d’appalto.

Altri 18 milioni di euro sarebbero stati giustificati dal riacquisto dal governo indiano di 14 elicotteri WG30 fuori uso. Peccato però che gli inquirenti non sono riusciti a rintracciare nessun documento che possa provare il “processo di valutazione di congruità” del prezzo di riacquisto degli elicotteri. Articoli giornalistici recuperati online, risalenti agli inizi degli anni 2000, parlano dei WG30 messi a terra dalle Autorità governative indiane e del

relativo prezzo. 900 mila sterline pagate per l’intera flotta composta da 19 unità. Circa 1 milione e 200 mila euro. Possibile che, a quasi 10 anni di distanza, il prezzo di 14 elicotteri in disuso sia lievitato fino a 18 milioni di euro? Sui 30 milioni di euro dati “all’inglese” chiesero spiegazioni anche la Consob e la società di revisione contabile PriceWaterhouse. Gettando Orsi e Spagnolini nel panico.Tiziano Scolari

f.artina

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