Il Sinodo straordinario sulla famiglia dell’ottobre scorso ha segnato una «svolta pastorale» e ne ha tracciato le prime linee, «radicandosi nel Vaticano II e nel magistero di Papa Francesco». Lo scrive la Segretaria generale del Sinodo, presieduta dal cardinale Lorenzo Baldisseri in una documento che è stato inviato ieri a tutti i vescovi del mondo e che contiene la relazione finale del Sinodo di ottobre, insieme a 46 nuove domande in vista del Sinodo ordinario sulla famiglia che si terrà nel mese di ottobre del prossimo anno. Ma la segretaria del Sinodo avverte i vescovi che ora si tratta di ripartire dal cammino «già fatto» dal Sinodo straordinario ed è «necessario fare di tutto perché non si ricominci da zero».
C’è un invito esplicito a evitare la logica di «schemi e prospettive proprie di una pastorale meramente applicativa della dottrina, che non rispecchierebbe le conclusioni dell’Assemblea speciale straordinaria» e che «allontanerebbe la riflessione dal cammino ormai tracciato». La consultazione dovrà essere «ampia» e i risultati dovranno arrivare alla Santa Sede entro il 15 aprile 2015, in modo che sia possibile preparare l’Instrumentum laboris per il prossimo Sinodo di ottobre. È lasciata tuttavia alle singole Conferenze episcopali la scelta di come coinvolgere istituzioni ecclesiastiche, università, associazioni di laici e naturalmente parrocchie e singoli fedeli. Non è sicuramente un questionario semplice.
Alcune questioni sono di pertinenza delle diocesi, in particolare dei consigli presbiterali e del vescovo, come quelle relative a una procedura più snella e «possibilmente gratuita» delle cause di nullità di cui si è lungo discusso al Sinodo. Su una delle questioni più dibattute, la Comunione ai divorziati risposati, il questionario spiega la «necessità di un ulteriore approfondimento» e chiede di valutare la «prassi ortodossa», cioè quella che prevede un cammino penitenziale seguito da una
benedizione alla coppie, e di tenere presente «la distinzione tra situazione oggettiva di peccato e circostanze attenuanti». Le domande su questo punto sono: «Quali le prospettive in cui muoversi? Quali i passi possibili? Quali suggerimenti per ovviare a forme di impedimenti non dovute o non necessarie?». E ancora: «Come promuovere l’individuazione di linee pastorali condivise a livello di Chiese particolari? Come sviluppare al riguardo il dialogo tra le diverse Chiese particolari “cum Petro e sub Petro”?».
Un altro tema sensibile è quello delle cosiddette unioni civili, di cui, spiega il documento, nel corso dell’Assemblea si è parlato «in modo aperto e coraggioso», ma «non senza preoccupazione e cautela».
Il questionario chiede «quale sguardo deve rivolgere» a esse la Chiesa e «quali risposte dare alle problematiche poste dal permanere delle forme tradizionali di matrimonio a tappe o combinato tra famiglie».
E qui si riferisce all’ampio dibattito del Sinodo nel quale è stata richiamata la diversità delle situazioni a livello mondiale «dovuta a molteplici fattori culturali ed economici», a «prassi radicate nella tradizione» e alle «difficoltà dei giovani per scelte che impegnano per tutta la vita». Alcune domande riguardano «la trasmissione della vita» e la questione della contraccezione «alla luce dell’Humanae vitae» e l’incoraggiamento dell’adozione e dell’affido. Un altro tema controverso è l’accoglienza delle persone omosessuali. Papa Francesco aveva precisato al quotidiano argentino «La Nacion» che al Sinodo non si è parlato di matrimonio omosessuale. Nessuna domanda del questionario affronta il problema delle unioni gay, ma si occupa dell’accoglienza degli omosessuali. Il tema al Sinodo non aveva raggiunto i due terzi dei voti ed è stato votato a maggioranza semplice. Adesso il questionario lo ripropone con questa domanda: «Come la comunità cristiana rivolge la sua attenzione alle famiglie che hanno al loro interno persone con tendenza omosessuale? Evitando ogni ingiusta discriminazione, in che modo prendersi cura delle persone in tali situazioni alla luce del Vangelo? Come proporre loro le esigenze della volontà di Dio sulla loro situazione?».













