VARESE Le pieghe di Varese-Milan di domenica attraverso gli occhi dei testimoni privilegiati. Il premier Berlusconi catalizza gli sguardi, la squadra rossonera qualche piccola preoccupazione di metà luglio.Nel pre-partita, visita di Berlusconi alle squadre. Eros Pisano, terzino biancorosso, è testimone privilegiato: «Ci ha chiesto – racconta – di fare in modo che la gara fosse una festa per il pubblico. Diciamo che si è rivolto soprattutto a noi: con Nesta, Borriello e altri al rientro, si è capito che voleva che evitassimo di esagerare con l’agonismo. Poche parole e un in bocca al lupo».«Del Sante al Milan». Si tratta di un gioco e a dargli il via è stato l’amministratore delegato biancorosso Enzo Montemurro. Ma anche il presidente Antonio Rosati ha raccolto l’assist del collega e ha rilanciato. I due massimi dirigenti del Varese (Peo Maroso escluso) erano assisi alla sinistra di Berlusconi. «Conoscendone il sense of humor – racconta Montemurro -, anche per stemperare il clima di qualche battuta poco felice in tribuna, ne abbiamo approfittato. “Presidente, ma perché insistere su Luis Fabiano? Non ha visto il nostro Stefano Del Sante?”. Berlusconi ha sorriso e a sua volta ha girato la battuta ad Adriano Galliani». Rosati ha proseguito nel gioco: «In effetti – racconta il numero uno biancorosso -, Berlusconi è stato molto attento agli aspetti tattici del suo Milan e ha confabulato a lungo di questioni tecniche con Galliani. I complimenti li ha fatti anche al nostro Varese, senza soffermarsi sui singoli. A parte qualche appunto su Del Sante. Tutto con tono cordiale e senza essere troppo seri. “Presidente – gli ho detto -, il provino visivo l’ha già fatto, Del Sante è a sua disposizione. E pensi che, per senso di ospitalità, gli abbiamo chiesto di non accelerare più di tanto. Sarebbe uno sgarbo”». Montemurro ha rincarato la dose: «Ho detto a Berlusconi e a Galliani – spiega – che per i nostri l’ordine era di
non tirare. Era un onore avere ospite il Milan e mai ci saremmo permessi una scortesia come quella di far loro gol. A pensarci bene, però, in certe sgroppate finite in niente sembra che Tripoli e qualcun altro ci abbiano preso in parola». Il sindaco milanista Attilio Fontana, appostato alle spalle del premier, parte dai complimenti di Berlusconi: «Al presidente – riporta il primo cittadino – è piaciuto molto il Varese. Ha detto che ha giocato proprio bene. Ha fatto un apprezzamento generale e ha citato Del Sante. Poi siamo finiti a parlare di Bossi, Giorgetti e di cose squisitamente politiche». E sul Milan? «Beh – risponde Fontana -, lui ha detto di essere fiducioso sul recupero di Ronaldinho. Io, da tifoso, se guardo a quel che si è visto domenica sera sono un po’ scettico. Certo, se Dinho ricomincia a giocare e a pensarsi davvero come un calciatore, allora può arrivare ai livelli di Kakà. Solo così potrà fare il bene del Milan». Carlo Montoli, il medico del Varese, di fede rossonera, ha visto il match di domenica accanto a Sannino. I suoi pensieri sono un po’ il riverbero del collega di tifo Fontana. «Di certo – spiega -, le gambe erano appesantite dai carichi di lavoro dei primi giorni. La mia di tifoso è anche una speranza. Mi aspettavo di più; ma ripeto, è una considerazione da tifoso. Ronaldinho? Non si discute. Siamo orfani di Kakà e non possiamo permetterci di metterlo sulla graticola. Nel primo tempo ha giocato proprio vicino alla nostra panchina: a vista ha un paio di chili di troppo, quando arriverà la condizione le cose cambieranno. Il presidente Berlusconi, poi, l’ha molto responsabilizzato: non dovrebbero mancargli gli stimoli. C’è da dire che l’ultima volta che sono stato in panchina per un Varese-Milan era il ’99 e Andreini siglò l’1-0 biancorosso. Voglio dire: da rossonero, a Masnago ci è andata anche peggio di domenica».Luca Ielmini
e.marletta
© riproduzione riservata












