Pugno al compagno di classe “Incastrati” i bulli del centro

Pugno al compagno di classe
“Incastrati” i bulli del centro
Under 18 sia vittima che aggressori: il colpo sferrato da una ragazza. Il ragazzo era nel mirino da mesi. Poi il cazzotto e la denuncia ai vigili

– Gli rubano il cappellino e gli sferrano un pugno in faccia. Un ragazzino extracomunitario è stato vittima di bullismo in centro città, aggredito da una banda di coetanei che adesso se la vedrà con il Tribunale dei Minori.
L’episodio è stato “intercettato” dalla Polizia Locale: le generalità della vittima, così come quelle dei suoi aggressori, non sono state rese note in quanto tutti minorenni.
Ed è proprio questo il punto: l’età dei protagonisti. Adolescenti, che forti del fatto di essere un “gruppo”, hanno per mesi tormentato un loro coetaneo e compagno di scuola fino all’episodio dell’altro giorno, sfociato nella violenza.

Veniamo ai fatti: nei pressi della fermata dell’autobus, il “branco” ha circondato il ragazzo e gli ha rubato il cappellino, passandoselo l’uno con l’altro per prenderlo in giro. Quando la vittima ha cercato di riprenderlo, sono passati dalle parole di scherno alle mani e il ragazzo è stato steso a terra da un pugno sferrato al volto da una ragazza del branco.
La vittima però, questa volta ha deciso di reagire e individuati due agenti della Polizia Locale, un uomo e una donna, ha trovato il coraggio di chiedere aiuto denunciando quanto era appena accaduto. Immediata la reazione degli agenti. «Pur non esistendo unità specialistiche dedicate a questo tipo di problemi – spiegano dal comando di via Sempione – tra gli agenti ci sono uomini e donne che fanno il loro lavoro senza dimenticarsi di essere anche genitori e mettendoci tutta la loro esperienza e sensibilità».
Il ragazzo è stato portato al pronto soccorso, medicato e dimesso con una prognosi di dieci giorni. I compagni responsabili dell’episodio di bullismo sono stati invece individuati e convocati per ascoltare le loro versione.
«Quello che è emerso dai colloqui è un quadro complesso e articolato – aggiungono dalla Polizia Locale – che ha permesso di ricostruire la storia, di cui l’episodio avvenuto in centro rappresenta solo la punta dell’iceberg di diverse settimane, forse mesi, di insulti, minacce e umiliazioni».
Ora la Polizia Locale ha tirato le fila di una storia di cui si occuperanno il Tribunale dei Minori, visto che sono stati commessi dei reati, e naturalmente i Servizi Sociali. Le conseguenze del gesto non si limiteranno quindi a una sgridata. L’episodio è molto grave e avrà delle ripercussioni ancor più importanti per tutti i ragazzi (e le ragazze) coinvolti.
Un gruppo di ragazzi che frequentano tutti la stessa scuola e che si conoscono da tempo. Ragazzi che al mattino, tra le sette e le otto, si radunano in diversi punti della città (principalmente via Morosini e corso Moro) per aspettare l’autobus che li porta a scuola o semplicemente per ritrovarsi e decidere dove trascorrere la mattinata di “bigiata”.

«Dentro questi gruppi, le dinamiche sono complesse – sottolineano gli agenti – Spesso ci sono dei leader e delle vittime designate. Gli atti di bullismo sono diffusi: si va dallo scherzo al dileggio, al furto, fino alla violenza fisica».
Dinamiche che le forze dell’ordine tengono sotto controllo e su cui vigilano con attenzione.
«Ringrazio la polizia locale per la sensibilità e la prontezza dimostrate – commenta l’assessore – I compiti non sono solo di controllo o sanzionatori, ma anche quelli che comportano capacità di ascolto delle frange più deboli. La polizia locale ha coinvolto anche le famiglie, in modo da responsabilizzarle sui comportamenti dei figli».

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google