«La scuola? Non basta. Il futuro è formazione»

Come preparare il capitale umano: tutte le strategie messe in atto da aziende e territorio per crescere

I giovani non trovano lavoro, le imprese non trovano tecnici e personale specializzato, la scuola non prepara abbastanza i ragazzi e i ragazzi fanno fatica a inserirsi in azienda. Se a tutto questo aggiungiamo la riforma della “Buona Scuola” recentemente varata dal Governo Renzi, che ha reso obbligatoria l’alternanza scuola lavoro, allora davvero possiamo capire perché il tema dell’inserimento dei giovani nel mercato occupazionale sia sempre più complesso da affrontare. Da tutti i punti di vista.Ci siamo seduti attorno ad un tavolo con chi questi temi li affronta tutti i giorni: quattro imprese champion del nostro territorio, invitate da Spi- Servizi & Promozioni Industriali srl di Gallarate, la società di Servizi dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, che proprio insieme alle aziende ogni giorno cerca di trovare le soluzioni più giuste per aiutare il sistema produttivo ad uscire dall’impasse di trovare risorse preparate da inserire nel proprio organico. Risorse giovani, dotate di una nuova cultura d’impresa.Dolce & Gabbana, Pianoforte Group (holding dei gruppi Yamamay, Carpisa e Jaked), Pomini Tenova e Ficep: quattro imprese di settori diversi, due del tessile e moda e due del settore della meccanica, accomunate da uno stesso paradosso. La difficoltà di trovare personale tecnico specializzato, nonostante la grande quantità di richieste di lavoro provenienti da più parti. «Non ho mai passato un giorno in azienda senza aver visto aperta una posizione per i profili di sarte, modelliste e tecnici di controllo di qualità», racconta Silvano Vaghi di «il problema è che le scuole non preparano abbastanza, sono troppo spesso autoreferenziali: hanno i loro programmi che distano da tutto ciò che serve all’impresa». Stesso problema in: «Diplomati elettronici e montatori idraulici – racconta Barbara Colombo – sono due figure fondamentali ma appena uscite dalla scuola non sono preparate a livello pratico e non hanno le basi per fare un minimo di programmazione». Situazione simile in,

racconta Maura Bossi: «Cinque anni fa, eravamo così disperati, che siamo andati a Gela per trovare diplomati meccanici, elettrici: su dieci che abbiamo formato, selezionato e preparato, ne sono rimasti quattro».Eppure la formazione resta fondamentale per le imprese «è una leva di business strategica – aggiunge Roberto Manzi di- perché non solo fa crescere le persone, ma ci aiuta anche a scoprire i talenti». Questo il panorama nel quale si trovano ad operare oggi le imprese che, nel tempo, hanno imparato ad organizzarsi: ciascuna di queste quattro imprese ha messo in piedi sistemi interni di formazione che hanno portato alla nascita di vere e proprie Academy, hanno progettato percorsi intensi di sviluppo delle competenze.Il tutto, però, con costi elevati che le imprese decidono di sostenere per due motivi: per necessità e per responsabilità sociale. «Le istituzioni in tutto questo dovrebbero fare uno sforzo in più», sottolinea , amministratore delegato di Spi: «Dovrebbero prima di tutto ascoltare e osservare da vicino la realtà: c’è la tendenza a pensare che se normi tutto allora tutto funzionerà, ma questo è un approccio utopico di chi non vive l’impresa ma crea una normativa calandola dall’alto». Spi, racconta Mauri «fa i salti mortali ogni giorno per cercare di adattare quello che c’è alle esigenze delle imprese: che hanno bisogno di formazione per costruire il loro futuro». Per questo esistono i , che possono aiutare nella formazione del personale già impiegato.«Ma si potrebbe fare molto di più – aggiunge Mauri – innanzitutto non togliendo risorse a questi strumenti, come è stato fatto di recente, ma aggiungendone di nuove e utilizzandole, come chiedono sempre più spesso le stesse aziende, anche per finanziare percorsi per l’inserimento dei giovani nel mercato di lavoro. Risorse, dunque, che andrebbero a vantaggio di tutti: dei giovani che cercano occupazione e delle imprese sui cui bilanci la formazione pesa sempre di più».