Una riesumazione blindata per Lidia. Data top secret e nessuna telecamera

Omicidio macchi - Chiesta massima discrezione. E proseguono le ricerche al parco

– Tutto nelle mani dell’anatomopatologa forense : sarà lei a decidere quando la salma di sarà riesumata. Ad oggi una data non c’è ancora, o quantomeno non è stata resa nota. Il gip ha imposto a tutte le parti la massima discrezione, nulla deve essere divulgato alla stampa.Tanto che l’altroieri, durante l’udienza per assegnare ai periti l’incarico per eseguire gli accertamenti sul cadavere della giovane studentessa varesina uccisa a 20 anni il 5 gennaio 1987, erano presenti poliziotti davanti all’aula per impedire che i giornalisti potessero avvicinarsi.Oggi il cimitero di Casbeno era aperto regolarmente e né gli avvocati difensori né quelli di parte civile hanno ricevuto comunicazioni. Nemmeno il Comune, che dovrà essere gioco forza avvisato: è ipotizzabile che la riesumazioni di Lidia sarà eseguita di mattina, presto. Con il cimitero chiuso al pubblico. La riesumazione dovrà essere organizzata, dunque, ma non oltre i 30 giorni da martedì quando il gip ha affidato gli incarichi. Resta per ora sotto sequestro anche il parco Mantegazza, dove gli inquirenti stanno cercando l’arma del delitto o altri elementi utili all’inchiesta. Secondo una testimone, infatti, , 49 anni di Brebbia, ex compagno di

liceo di Lidia arrestato lo scorso 15 gennaio con l’accusa di aver assassinato l’amica di un tempo, avrebbe gettato nel parco un sacchetto contenente qualcosa di pesante pochi giorni dopo il delitto. La neve caduta nei giorni scorsi e il maltempo hanno rallentato i lavori di scavo da parte dei militari dell’esercito guidati da un archeologo forense alla ricerca di prove che, qualora si trovassero lì, sarebbero difficilissime da rintracciare dopo 29 anni. Per ora sono state trovate sei lame e un falcetto: ci vorranno mesi prima che gli oggetti siano puliti e possano essere sottoposti ad analisi alla ricerca di Dna o impronte. Intanto, nell’attesa della riesumazione di Lidia, Binda, il cui arresto fu filmato in diretta dalle telecamere di Quarto Grado che erano all’alba davanti all’abitazione dove l’uomo vive con la madre, attende il 29 aprile.La Cassazione potrebbe accogliere il ricorso dei suoi difensori e rimetterlo in libertà. Binda a quel punto avrebbe “scontato” quattro mesi di carcere. In caso di proscioglimento o assoluzione potrebbe chiedere i danni allo Stato per l’ingiusta detenzione e per l’arresto subito. Arresto autorizzato dall’ordinanza di custodia in carcere firmata dal gip di Varese.