Cara Busto Arsizio, come stai invecchiando: un bustocco su venti ha più di 70 anni e vive solo, più di una famiglia su due ha in casa un anziano con più di 64 anni. «Servizi sociali da rivoluzionare» ammette l’assessore alla partita .
Alla vigilia dell’elaborazione del “piano di zona” (il documento concertato con l’Asl che stabilisce le linee guida di intervento per il prossimo triennio 2015-2018 sulle tematiche che riguardano l’assistenza sociale), la fotografia che gli hanno fatto le operatrici dell’ufficio servizi sociali, a partire dalla raccolta dei dati demografici dell’anno appena concluso, mostra chiaramente una tendenza inesorabile all’invecchiamento della popolazione.
Dati significativi
Ma sono in particolare due i dati che Cislaghi si è segnato con il “circoletto rosso”, significativi di fenomeni che andranno governati nel prossimo futuro. Il primo, è che in città ci sono circa quattromila residenti che risultano essere anziani soli con più di 70 anni di età, il 5% della popolazione totale che supera ormai le 82mila unità. Il secondo, è che sono ben ventimila le famiglie in cui almeno un componente ha più di 64 anni di età: più di una famiglia su due, visto che i nuclei totali registrati all’anagrafe sono circa 36mila. «Numeri significativi – sottolinea l’assessore Cislaghi – che ci fanno riflettere in vista delle scelte che dovremo compiere in fase di progettazione del piano di zona. Le esigenze per quel che riguarda l’assistenza stanno cambiando, e la sfera relativa alla popolazione anziana sta diventando sempre più prevalente». Così cresce l’esigenza di servizi di assistenza domiciliare e aumentano le liste d’attesa per le case di riposo: su questo fronte, l’amministrazione sarà a breve chiamata a compiere delle decisioni sul futuro della struttura comunale di via Tasso, per la quale si avvicina la scadenza del contratto di gestione. Il problema degli «anziani soli» viene sollevato da tempo anche dall’Auser di Busto, l’associazione presieduta da che si occupa di assistere le persone in età da pensione, e si collega anche con gli episodi di cronaca: dagli incidenti domestici che possono rivelarsi mortali (due incendi ad inizio 2014 costati la vita a due signore anziane) fino alle truffe, fenomeno in preoccupante aumento.
La piaga delle truffe: l’ultimo caso
Proprio ieri l’assessore Cislaghi ha ricevuto alcune «segnalazioni di diversi casi di truffe ad anziani». In particolare, un malintenzionato che si presenta a casa degli anziani soli, spacciandosi per arrotino. «In realtà è un tentativo di truffa – fa sapere l’assessore – il piccolo lavoretto è solo la scusa per introdursi nelle case di inermi anziani». Il consiglio della Polizia locale e delle forze dell’ordine in questi casi è sempre di non aprire e verificare sempre con una telefonata da quale servizio sono stati mandati gli operai che bussano alla porta.n