– Una ragazzina apre il finestrino dell’autobus e un uomo la minaccia con un coltello a serramanico. Fino ad oggi sugli autobus si era visto di tutto: sputi, spintoni, calci, fumo, musica a tutto volume, liti causate dall’intolleranza razziale e dal confronto generazionale. Ma ai coltelli non si era mai arrivati. Il grave episodio si è verificato nella tarda serata di domenica. La polizia è intervenuta subito a seguito di una segnalazione. Giunti sul posto, grazie alle deposizioni dei testimoni, gli agenti hanno appreso che una cittadina diciassettenne di origini marocchine, mentre tentava di aprire un finestrino per arieggiare il mezzo, è stata aggredita da un uomo anziano che l’ha minacciata con un coltello a serramanico. Alcuni giovani a bordo sono intervenuti a difesa della ragazza e hanno ricevuto a loro volta offese e minacce. L’assalitore, italiano settantottenne, ha asserito di aver avuto una discussione con la giovane in quanto, riaprendo il finestrino da lui precedentemente chiuso, gli avrebbe mancato di rispetto. L’uomo è stato denunciato per lesioni personali, porto abusivo di armi e minacce gravi aggravate.«L’episodio mi spaventa perché fino ad oggi ai coltelli non si era mai arrivati – afferma , delegato della Cgil – La situazione sta degenerando, divenendo viavia insostenibile. Non si può andare avanti così, perché oltre alla sicurezza degli autisti e dei controllori, c’è anche quella dei passeggeri». Marangiolo afferma che ormai tutti i conducenti sono stati vittima di aggressione: «Il più delle volte evitiamo che la situazione
degeneri, facendo scappare via i responsabili. Le forze dell’ordine stanno facendo tanto, ma quando arrivano il fatto è già accaduto». L’ultima tendenza è un aumento delle donne che fanno le bulle sui bus peggio che gli uomini. «Essendo il “sesso debole” non possiamo contrastarle e loro se ne approfittano – continua il delegato Cgil – Davanti a una donna che dice di essere in stato interessante non si può fare nulla. È un malcostume che sta aumentando a dismisura». Esiste anche una classifica delle linee più pericolose: la H, la E e la C (quest’ultima nelle ore di punta). Gli autisti vorrebbero essere considerati come pubblici ufficiali, cosa che non è ottemperata dalla legge. Martedì scorso il problema della sicurezza sugli autobus è stato discusso in Prefettura, con il questore e il comandate dei carabinieri. «È stata fatta una verifica della situazione generale. C’è la disponibilità (delle forze dell’ordine, ndr) ad intervenire nell’immediato su segnalazione, così come accaduto domenica sera; la possibilità di muoversi sul territorio è reale ed effettiva – dice il prefetto – Sono stati dati suggerimenti all’azienda su come attrezzare i pullman per contrastare i fenomeni di bullismo (perché di questo si tratta nella maggior parte dei casi), di maleducazione e di danneggiamento. Per esempio: abbiamo suggerito di dotare i mezzi nuovi di dispositivi di videosorveglianza e di creare collegamenti diretti con il 112». Anche i carabinieri di quartiere hanno dato la loro disponibilità a salire più spesso sulle Autolinee Varesine.













