Erica, dal Cairoli alla Cina “Sì, conquisteranno il mondo”

Erica, dal Cairoli alla Cina “Sì, conquisteranno il mondo”

VARESE Una gioventù al contrario. Se la Cina è lontana, gli adolescenti cinesi sembrano ad anni luce da qui.
In un Paese in cui le vacanze estive durano una settimana e gli svaghi non esistono, i ragazzi in età scolare crescono con un unico sogno, quello di poter frequentare l’università. E un’unica paura: quella di non poterlo realizzare. La Cina, vista, riveduta e corretta dagli occhi di una studentessa varesina, appare, tra luci e ombre, come la “terra del domani” che promette un futuro esaltate ai suoi ragazzi.

«I giovani in età scolare pensano moltissimo al proprio futuro – racconta Erica Gariboldi, studentessa meritevole del liceo classico Cairoli che, grazie all’associazione Intercultura, ha potuto trascorrere un mese nella città di Changsha, nel Sudest della Cina, ospite di una famiglia locale – Ho notato che il loro primo pensiero è quello di rendere grande la Cina e, in nome di questo, fanno volentieri sacrifici; li fa sentire nel giusto».
E i sacrifici sono davvero molti: «Fino ai diciotto anni i ragazzi non escono quasi da casa, non fumano, non bevono alcol e pensano solo a studiare – continua Erica – Non frequentano nemmeno gli amici, ma è concesso loro di vedersi al pomeriggio solo per fare i compiti insieme».

In un simile contesto culturale, inutile pensare agli svaghi: «Lo svago non esiste, semplicemente – dice la studentessa varesina – Lo Stato proibisce l’uso di social network, di YouTube e anche i film in streaming vengono selezionati. Nulla che istighi alla libertà viene trasmesso, nulla che alluda a giovani sbandati o a prostitute. Ciò che alla fine supera le dure barriere della censura sono i film di avventura, di fantascienza e gli horror movie». Ma tutto è reso sopportabile da un unico pensiero: «Nella famiglia in cui stavo ho potuto parlare molto con la figlia Shao Li, 14 anni –

spiega Erica, di tre anni più grande – Lei mi diceva sempre: “Sopporto tutto questo perché fra dieci anni saremo la prima potenza nel mondo. Io appartengo a mia madre e mia madre allo Stato”. In questo senso, il loro senso di responsabilità è stato per me una sorpresa». Una sorpresa anche la loro dedizione allo studio: «Alle scuole superiori esiste un’unica settimana di vacanza nel periodo estivo – continua – Ma in quella settimana tutti frequentano le lezioni facoltative che vanno dalle 8 alle 18. Ogni giorno studiano un’unica materia e la sera, quando tornano, fanno anche i compiti».

Un’ostinazione giustificata dal loro grande sogno, «andare all’università – spiega Erica – che diventa anche la loro paura, quando temono di non riuscire a frequentarla perché sono consapevoli di essere in troppi». Da questo viaggio, tra le altre cose, Erica ha portato a casa una nuova consapevolezza: «Se tu credi in te stesso puoi fare di tutto. Anche studiare 16 ore al giorno».
Benedetta Magistrali

s.bartolini

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