Crederci. Crederci. Crederci. Un obbligo. Una fede. Un dovere. Qualcuno ha da suggerire qualche altra alternativa? Non ce ne sono per la Pro Patria a meno che, quel qualcuno, abbia già deciso, in cuor suo, che i colori biancoblù siano ai titoli di coda; che manchi solo l’ufficialità e su un ideale tabellone luminoso campeggi già la scritta “Game Over”. Certo, vincere il
confronto diretto col Poredenone avrebbe aiutato, diminuendo le paure ed alzato le speranze. Così non è stato. Però, la Pro non è andata sotto, non ha carambolato, non ha subito una sconfitta che l’avrebbe si condannata, allargando la distanza a sei punti. Lo zero a zero fa sì che i friuliani possano essere al gancio e il terzultimo Albinoleffe non è a distanza siderale.
È ancora tutto in gioco, a patto, però, che scatti quella famosa scintilla che mister Montanari va cercando da tempo quasi fosse una perla preziosa e si fosse di un film di Indiana Jones.
C’è parecchio di avventuroso in questa stagione della Pro chiamata oggi a scovare, in qualche angolo del Brianteo, quella perla(vittoria) che potrebbe servire da stella polare nelle partite a seguire. Lo stadio monzese, casa provvisoria ormai da considerarsi definitiva della Giana, è sempre stato un luogo in cui i tigrotti qualche perla l’hanno saputa scovare. Il punto col Monza lo scorso 6 gennaio, ma, negli anni addietro, anche la vittoria nel campionato della promozione 2012/2013. Un colpaccio nel marzo 2006 con un gol di rapina di Temelin al novantesimo che aveva fatto il paio con la straordinaria vittoria sette giorni prima in casa con il Genoa. Ed anche una lunga teoria di pareggi.
«Noi ci proviamo sempre», commenta Montanari al termine della rifinitura di ieri mattina che spiega anche il perché del ritorno della difesa a quattro dopo la convincente prova di quella a tre mercoledì scorso contro il Pordenone, «perché loro giocano con un solo attaccante di ruolo(Sinigaglia ndr) e tre centrali mi sembrano eccessivi, poi durante la partita potremo provare anche altre soluzioni: vediamo». A centrocampo i papabili sono Arati, Calzi e Bovi con l’alternativa Giorno considerando che il centrocampista di Borgomanero ha qualche acciacco.
Novità anche in attacco con la nuova disposizione a tre che dovrebbe prevedere Serafini centrale con Candido a destra e Brunori a sinistra. L’ex Reggiana sembra in predicato di scendere in campo dal primo minuti e con lui anche Candido, tenuto a riposo mercoledì, ed autore del gol del pareggio con il Monza (2-2) nell’incontro della Befana. Lui è cresciuto nelle giovanili del Monza e conosce tutti gli angoli del Brianteo, forse anche gli anfratti più nascosti. Che sia proprio lui a scovare la pietra preziosa? Crederci. Crederci. Crederci.