Ieri i camici bianchi del Circolo hanno incrociato le braccia, ma senza grossi disagi per gli utenti. Solo il reparto di ortopedia ha chiuso la porta e ha rimandato tutti i pazienti a casa.
Le sale operatorie, invece, hanno funzionato pressoché regolarmente. Al pronto soccorso la situazione era quella di un lunedì come tanti: con picchi di accesso e medici richiamati per far fronte all’emergenza.
Se i disagi sono stati contenuti è perché alcuni medici, pur condividendo le ragioni dello sciopero, sono andati comunque in ospedale per effettuare visite ed esami. Sono loro a denunciare che le «liste di attesa sono già fin troppo lunghe e il personale, soprattutto in questa stagione, è ridotto all’osso».
Mancano le strutture al Nord
Ma non solo: «Un altro problema è dovuto alla mancanza di strutture sul territorio nella parte nord della provincia, cosa che sovraccarica il Circolo».
«Come sempre, al pronto soccorso l’assistenza è stata garantita – afferma , primario – Diversi medici hanno aderito alle motivazioni dello sciopero, ma hanno avuto l’ordine di servizio perché precettati. Siamo già ridotti ai minimi termini, non è uno sciopero contro l’utenza».
«Siamo tutti in servizio oggi – aggiunge , direttore della Pediatria – I pazienti devono già subire liste d’attesa lunghe, non è il caso di metterli ulteriormente in difficoltà».
I tempi di attesa, anche a fronte di un sollecito del nostro giornale, sono pubblicati sul sito dell’ospedale del Circolo. La visita per la quale bisogna aspettare di più è quella cardiologica: 238 giorni di attesa contro i 30 indicati dalla Regione. Poi, viene il doppler Tsa, con 198 giorni di attesa contro i 40 sempre indicati dalla Regione e la risonanza magnetica al cervello: 180 giorni contro 40.
Anche per una Ecocolordoppler cardiaca bisogna mettersi “il cuore in pace”: 170 giorni d’attesa contro 40. E questo nonostante il personale lavori dal mattino alla sera arrivando a eseguire anche 30 esami al giorno. Altri esami “lumaca” sono l’ecocapo-collo, con 145 giorni di attesa contro i 40 imposti dallo standard regionale. L’ecografia all’addome: per sottoporsi a questo esame bisogna attendere 113 contro 40. Critica la colonscopia: l’attesa è di 125 giorni contro 60. Più di quattro mesi.
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