La Spagna regina di Cortisonici. Einstein Rosen vince il festival

Trionfa Olga Osorio: «Vincere un premio del pubblico significa arrivare al cuore delle persone»

In bilico fino all’ultimo mezzo voto, alla fine il pubblico di Cortisonici incorona vincitrice la Spagna con Einstein-Rosen, il corto di Olga Osorio, presente in sala ed emozionatissima perché «vincere un premio del pubblico significa riuscire ad arrivare al cuore delle persone, che è ancora più difficile in un paese straniero». La storia di questo corto, con il piccolo Ted che nell’82 scopre un varco spazio temporale (e lo dimostra al fratellone), la docente universitaria spagnola ha messo tanto della sua infanzia e di quella dei suoi figli, arrivando a vincere qualche giorno fa anche un festival per il cinema scientifico al Cern di Ginevra.

La giuria, composta dalla curatrice di Villa Panza Anna Bernardini, dal critico Bruno Fornara e dagli autori rispettivamente di musica e programmi tv, Fabio Ilacqua e Christian Letruria (entrambi sul palco), ha scelto come corto vincitore di Cortisonici 2017 il tedesco «Save», per la regia di Iván Sáinz-Pardo. Tre minuti soltanto per raccontare nel silenzio di una mattinata domestica interrotto solo dal pianto di un bambino, la portata di una tragedia carica di solitudine, fatica ed estraneità, «con l’azzeccata tecnica del piano-sequenza».

I giurati hanno però voluto assegnare una menzione speciale a «Last call Lanny», una produzione americana, firmata da Julien Lasseur e dove è ancora una volta la solitudine l’elemento in cui matura la tragedia: il protagonista vuole togliersi la vita e si affida a Lenny, un professionista molto creativo, forse troppo. Con tanto di chiosa morale: «Live in the now!»

«Premio Ronzinanti» assegnato da Cortisonici al film «che meglio rappresenta lo spirito dell’associazione» è andato a «Dénominateur commun» del francese Quentin Lecocq, giovane regista di spot che sul palco di Cortisonici ha ironicamente raccontato di come con un budget di soli 500 euro sia riuscito a costruire il suo piccolo capolavoro attorno al personaggio di Ted, un simpatico nerd che sbarca il lunario testando farmaci. Talmente contento di Cortisonici da essersi tatuato qui a Varese Spiderman, in omaggio all’edizione del festival dedicata ai supereroi. Un corto applauditissimo dal pubblico varesino che anche quest’anno ha riempito in ogni ordine di posto, scale e corridoi inclusi, l’arena del Cinema teatro Nuovo per le serate di Cortisonici (esauriti sabato sera anche i gettoni per il voto del pubblico).

«Come da tradizione anche quest’anno Cortisonici è stato una grande festa di pubblico che ha affollato ogni spazio» spiega Massimo Lazzaroni, tra gli organizzatori, con riferimento alle serate di concorso al Cinema Nuovo, quelle del Focus Superhero, e poi gli estremi: le proiezioni notturne Infernali e le mattine dedicate gli incontri con gli studenti. «Un festival popolare, senza sfilate dei volti celebri del cinema e della televisione ma con spazi di incontro e confronto tra il pubblico e con tanti giovani autori emergenti presenti a Varese». Un successo che si ripete e che impone già di pensare all’edizione 2018: «Per il prossimo anno abbiamo in mente di continuare le nostre esplorazioni nel cinema di genere con un focus sul cinema d’azione, il cinema di menare – precisa Lazzaroni euforico – Continueremo il percorso su cinema e legalità pensato per gli studenti e sì, potenzieremo ulteriormente il concorso internazionale per cortometraggi».