Incubo-redditometro, già da settembre i primi inviti a giustificare le proprie spese. I commercialisti rassicurano: «Chi è in regola non ha nulla da temere. Ma è uno strumento che va applicato correttamente».
E il consiglio è di conservare la documentazione delle operazioni più sostanziose fatte negli ultimi quattro anni.
Sì, perché è a partire dalla dichiarazione dei redditi del 2009 che il “cervellone” dell’Agenzia delle Entrate inizierà a fornire notizie sugli «scostamenti significativi» (superiori al 20%) tra il dichiarato e le spese effettuate nel corso dell’anno.
Stando a quanto assicurato dall’ente presieduto da , che ha emanato nei giorni scorsi la circolare applicativa del cosiddetto “accertamento sintetico”, volgarmente detto redditometro, ogni anno verranno selezionati i 35 mila contribuenti che mostrano minor coerenza tra entrate e spese, incrociando le varie banche dati a disposizione dell’Erario.
Il sistema è stato “acceso” in questi giorni, dopo rinvii e ricorsi: già da settembre dovrebbero partire le prime verifiche sui contribuenti, che potranno giustificare gli scostamenti «anche con argomentazioni logiche».
Per , presidente dell’ordine dei commercialisti di Busto Arsizio, «sembra che ci sia la volontà di colpire effettivamente i grandi evasori e i casi più eclatanti, lasciando ampio spazio alla possibilità di un contraddittorio, in due fasi, ed introducendo il concetto innovativo di famiglia fiscale, che è un fatto positivo».
Insomma, traspare una certa fiducia nel lavoro dell’Agenzia delle Entrate e nella possibilità che «si facciano controlli attenti ed equilibrati, visto che una maggiore equità fiscale è necessaria perché le disparità sono evidenti» secondo Werthhammer.
«A patto che poi – precisa il presidente dell’ordine – l’effetto di questa campagna di recupero dell’evasione porti davvero ad una riduzione delle imposte. Altrimenti non ha senso ripetere che tutti devono pagare le tasse per poter pagare meno».
Sulle modalità di attuazione però ci sono molti dubbi, e tra i contribuenti serpeggia il timore di dover giustificare qualsiasi spesa.
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