Pdl/Forza Italia, tutti convinti di rinnovare e ripartire dal territorio, ma il partito è spaccato. «E alle elezioni amministrative di primavera chi ci pensa?». A lanciare l’allarme è , ex vicepresidente della Provincia.
Alla vigilia della decisiva assemblea nazionale di sabato 16 novembre, nell’ormai quasi ex Pdl si discute del futuro.
Tutti molto sul “chi va là”, perché prendere posizione prima di sapere cosa sarà la nuova Forza Italia è troppo rischioso. Tanto che Agorà sabato si è autodefinita come componente «realista», e non lealista: con Berlusconi ma per il rinnovamento.
A parole lo auspicano tutti: «Poi però bisogna mettersi tutti in gioco, con modestia, umiltà, disinteresse e voglia di lavorare – sottolinea Bottini – senza primogeniture, insomma. Non posso certo io parlare di rottamazione, ma il rinnovamento dev’esserci. Ripartendo dal territorio e dai congressi, non da una Forza Italia “monarchica”».
Il problema è che a livello locale ci sono novanta Comuni che in primavera vanno al voto, mentre il partito pensa a tutt’altro. «Rischiamo di lasciare campo libero ai nostri avversari» avvisa Bottini.
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