Il gran giorno delle amministrative è arrivato: oggi alle urne in 293mila per eleggere 34 sindaci.Occhi puntati soprattutto sul capoluogo Varese, ma si va al voto in 34 Comuni della provincia di Varese. Di questi, in cinque con il sistema elettorale a doppio turno (le tre grandi città Varese, Busto Arsizio e Gallarate, ma anche Malnate e, per la prima volta, Caronno
Pertusella), per cui il 19 giugno prossimo potrebbe essere necessario tornare al voto per il ballottaggio tra i due candidati più votati. Negli altri 29 invece questa notte dovrebbe essere proclamato il primo cittadino. Dovrebbe, perché in due casi (a Brenta e a Cuasso al Monte), la presenza di un unico candidato sindaco rende la sfida una vera e propria corsa contro l’astensionismo.
Solo superando un’affluenza del 50% più uno degli aventi diritto i candidati “solitari” potranno essere eletti sindaci, tenendo conto che un anno fa in una situazione analoga il Comune di Brezzo di Bedero non elesse il proprio sindaco, ma fu commissariato.
L’astensione, complice anche l’effetto-ponte del 2 giugno, è il vero nemico numero uno, anche se storicamente le affluenze al voto per le comunali sono più limitate di quelle per le politiche. C’è da dire che, su una pattuglia di 293mila e 4 aventi diritto al voto, chiamati alle urne in provincia di Varese (di cui 141mila e 87 uomini e 151mila e 917 donne) – più della metà, parliamo di circa 162mila elettori potenziali, nelle tre grande città – la quota di interessati in prima persona non è irrilevante.
In campo infatti, sotto forma di elettorato passivo, ci sono ben 2.209 candidati, di cui cento candidati sindaci e 2109 candidati consiglieri comunali (suddivisi, questi ultimi in ben 134 liste). Ai quali si aggiungono, da ieri pomeriggio, i 346 presidenti di seggio, i quasi 1.400 tra scrutatori e segretari e il piccolo “esercito” che, tra i rappresentanti delle forze dell’ordine che sorvegliano i seggi, i dipendenti degli uffici comunali che resteranno aperti per tutta la giornata di oggi e i rappresentanti di lista chiamati dalle forze politiche e civiche come “difensori del voto” ai seggi, è mobilitato per la tornata elettorale di oggi. Per tutti loro sarà una lunghissima giornata, perché si vota dalle 7 alle 23, ma poi, chiuse le porte delle sezioni elettorali, lo spoglio inizierà immediatamente dopo le 23. I primi responsi, come detto, saranno quelli di Brenta e Cuasso al Monte, dove basterà il dato dell’affluenza per capire se ci sarà un nuovo sindaco da proclamare.
Poi in teoria dovrebbe toccare a Duno, che con appena 120 potenziali elettori è il Comune più piccolo tra quelli chiamati alle urne. A chiudere le danze, probabilmente all’alba, le due città più grandi, il capoluogo Varese (65mila e 663 aventi diritto al voto) e la più popolosa Busto Arsizio (66mila e 281). La tornata è “succosa” anche dal punto di vista politico, come dimostrato in queste settimane dalla passerella di leader, ministri, segretari e “pezzi da novanta” delle principali forze politiche che hanno fatto visita nel Varesotto.
Se da un lato c’è la partita strategica, e simbolica, anche sul piano nazionale, di Varese, dall’altro ci sono gli equilibri politici territoriali di una provincia che cinque anni fa aveva visto il centrosinistra riguadagnare terreno, strappando al centrodestra Comuni importanti, come Gallarate, Malnate, Caronno Pertusella, Vergiate e Albizzate.
Oggi, anche alla luce dei successi di dodici mesi fa soprattutto della Lega (riconquista di Saronno in primis), il centrodestra proverà a rifarsi, mentre il centrosinistra tenta il “colpaccio” sulle due città più importanti, Varese e Busto , mai governate nella Seconda Repubblica e mai come stavolta “contendibili”. Varrà la pena sacrificare qualche ora di sonno per scoprire come si risveglierà la provincia di Varese domani mattina.













