«Salviamo la Quiete: cambiandola»

Tavolo istituzionale. Maroni e Galimberti incontreranno domani i lavoratori e il curatore fallimentare

Si riunirà la mattina della vigilia di Natale il tavolo istituzionale per la clinica La Quiete. L’incontro tanto atteso dai dipendenti della struttura ospedaliera sarà dunque domani, alle 10, a Palazzo Estense. A deciderlo nella mattinata di ieri sono stati il sindaco di Varese Davide Galimberti e il presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni. All’incontro sono stati invitati i rappresentanti dei lavoratori della Clinica La Quiete, il Direttore Generale di Ats, il Curatore fallimentare e i capigruppo del Consiglio comunale.

Soddisfatti i dipendenti della clinica che la sera prima erano stati ascoltati in Consiglio Comunale e che, sulla base dei risultati ottenuti dalla struttura in termini di produttività, avevano chiesto ai politici del territorio di «traghettarli fino all’asta di marzo».

«Tutta l’attività del sindacato, unita alla presenza dei dipendenti in consiglio comunale, ha fatto sì che questo tavolo diventasse realtà in tempi rapidissimi e in questo periodo di festività, in cui è più difficile trovare disponibilità – commenta Davide Farano, uno dei 60 dipendenti della struttura – Siamo molto contenti che il sindaco abbia dato rapidissimo seguito alle sue parole dell’altra sera. Il sindaco Galimberti è sempre stato molto presente, così lo è stato sempre anche l’opposizione con il consigliere Marco Pinti (Lega)».

Il sindaco pensa che sia necessario cambiare la visione strategica de La Quiete, in modo che l’attività possa allargare i propri orizzonti. Nello specifico, secondo Galimberti: «il tavolo istituzionale è l’occasione di pensare la casa di cura in chiave moderna, legata a un’attività sanitaria di supporto all’emergenza ospedaliera».

Chissà se un cambiamento di prospettiva, unito alla grinta dei dipendenti che si definiscono «una squadra affiatata» e che hanno lavorato per mesi e mesi senza ricevere lo stipendio pur di mandare avanti il servizio, possa attirare qualche nuovo investitore? La speranza è che il mercato possa essere il primo risolutore del problema. Questo e altri scenari si potrebbero aprire nella mattinata di domani.

«Buona notizia la convocazione della riunione di emergenza – afferma il consigliere Pinti – Ora occorre trovare soluzioni concrete che possano essere nelle corde di qualche capitano coraggioso che manifesti un’offerta seria. Speriamo che la magistratura emetta un provvedimento sospensivo dello sfratto. Una cosa è certa: la Quiete non deve chiudere, saremo a fianco dei lavoratori in ogni caso».