Il pagellone della Cimberio Sakota torna quello di gara7

Il pagellone della Cimberio
Sakota torna quello di gara7

Quei 10 rimbalzi catturati dicono tanto, ma non dicono tutto. Perché l’impatto avuto da Scekic sulla partita è stato devastante: il suo ingresso dopo pochi minuti, a rilevare uno stranito Hassell, ha girato l’inerzia consegnandola a Varese. Che poi è stata brava a non mollarla più, ma non sappiamo come sarebbe andata senza quel primo quarto giocato da Scekic.

Da tanto, troppo tempo, avevamo voglia di scrivere questa pagella, questo voto. Perché non è che noi ci siamo scordati quel che ha fatto Dusan con questa maglia: non ci siamo scordati il canestro a Siena ma soprattutto le lacrime dopo gara 7. Ci piangeva il cuore nel bocciarlo ogni volta, insistendo sulle nostre convinzioni fino a renderci invisi al giocatore. Finalmente: sul suo terreno, con la faccia giusta. Eravamo rimasti qui, Dusan.

Ma come si fa a dare l’insufficienza a uno che pianta dentro una schiacciata come quella che ha inventato Erik? Massì: il braccino corto nei tiri che vanno segnati, passa in secondo piano.

E adesso le belle partite, una in fila all’altra, iniziano a diventare tante. La squadra sta raggiungendo la maturità giusta per potersi permettere un giocatore così andando a sopperire alle sue mancanze difensive, e lui è libero di scatenarsi dall’altra parte. Alle statistiche anche quattro assist, tanto per gradire

Sempre presente, sempre chirurgico, sempre splendido con quell’arresto e tiro che è poesia applicata al basket. Difenderà meno di Coleman, ma sa passare la palla ed è più intelligente: alla squadra, serviva questo.

A tratti lo abbiamo rivisto. Abbiamo rivisto il giocatore che conoscevamo e che ci mancava. Quei quattro assist sono il punto di partenza, anzi no: il punto di ritorno.

Davanti a lui il tenero centro cremonese Kelly si esalta, tutti quanti attaccano il ferro e ci arrivano senza troppi problemi. Bene fa Frates a levarlo dal campo prima che la partita giri in un certo modo. E bene fa a rimetterlo dentro quando il risultato è in ghiaccio, e Franklin si può esaltare leggero di testa e di cuore: stoppate, difesa, un paio di canestri.

Commuovente la sua capacità di capire sempre quello di cui la squadra ha bisogno, e di riuscire a darglielo. Attaccante sopraffino nei primi dieci minuti, poi spazio agli altri per andare a garantire la solita quantità di cose che non si vedono, ma cambiano le partite.

Essenziale, anche giocando meno del solito per lasciare spazio al Sakota indemoniato. Segna i tiri che deve segnare, piglia i rimbalzi che deve pigliare, fa tante cose importanti senza fare rumore. Un altro passo avanti, sulla strada che lo porterà lontano.

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