L’orgoglio varesino sbarca a Marrakech

Diario di viaggio. L’esperienza degli studenti dell’Insubria, che hanno partecipato alla Jim in Marocco

Marrakech, febbraio 2017. L’evento: JIM, giornate internazionali del marketing. Un’esperienza sensazionale. Grande era l’onore di rappresentare la nostra università, l’Università dell’Insubria, ma ancor più, sebbene per pochi giorni, sentirci ambasciatori della nostra Nazione.

Nella fredda e nebbiosa mattina di lunedì 20 febbraio, la nostra delegazione è decollata dall’aeroporto di Milano Malpensa con destinazione Marrakech.Giunti in terra marocchina, un timido sole ci ha dato il benvenuto, L’aeroporto ci apparve come una bomboniera per eleganza e cura nel dettaglio. Ritirati i bagagli, due organizzatrici dell’evento ci hanno accolto con grande entusiasmo e ci hanno accompagnato in albergo, raccontandoci durante il tragitto la cultura del Marocco.

Nei primi due giorni abbiamo incontrato le altre delegazioni, eravamo circa un centinaio di studenti di varie nazionalità. I primi sorrisi non esitarono ad arrivare, le prime amicizie iniziarono a formarsi.

Martedì pomeriggio è stato il giorno dell’inaugurazione del JIM, a seguire le prime esposizioni delle relazioni. A noi è toccato il pomeriggio seguente. La nostra decisione è stata quella di esporre i lavori in lingua francese, raccontando con orgoglio la realtà varesina davanti a tutto il mondo.

La parte più emozionante e gratificante delle nostre relazioni non è consistita tanto dalle nostre tesi, quanto dall’incredibile interesse del nutrito pubblico dinnanzi a noi, alla volontà di conoscere un altro Paese, un’altra cultura, con richieste di approfondimento o semplici curiosità.

L’affiatamento tra noi era sempre più intenso, la lingua italiana ormai aveva ceduto il posto a quella francese, tuttavia, adoravo anche conversare in spagnolo con la rappresentanza sudamericana e, tolte le delegazioni africane, in lingua inglese.

Giovedì, con una cerimonia solenne, si è conclusa la convention, con ringraziamenti, foto di rito e strette di mano.

La manifestazione era terminata, ma l’avventura marocchina no, quella proprio no,. Stava semplicemente per cominciare… La stessa sera fu organizzata la festa marocchina, i ragazzi e le ragazze arrivati da ogni parte del Marocco si vestirono con elegantissimi abiti.

La festa era a base di specialità culinarie tipiche, con musiche e balli squisitamente del Marocco. Le diverse culture si fondevano tra di loro, il sentimento di unione e fratellanza era diventato inossidabile: le delegazioni non esistevano più, esisteva soltanto un unico grande gruppo.

Gli ultimi giorni, quelli più vivi, quelli più potenti emotivamente parlando, vissuti tutti d’un fiato, in cui il pensiero volava libero oltre l’orizzonte, erano colmi di risate, di scherzi, di divertimento, ma allo stesso tempo conditi da conversazioni più riflessive, con momenti di scambio culturale, o meglio interculturale.

E su Marrakech che dire… città fiabesca! Ma credo che ogni aggettivo sarebbe riduttivo per descriverla. Come per ogni luogo bisogna tuffarvisi dentro e viverlo in prima persona. Ho avuto la fortuna di girarla e ammirarla con la preziosa guida dei miei amici marocchini, conosciuti nei giorni precedenti, persone che non finirò mai di ringraziare per l’ospitalità e la generosità con cui mi hanno accolto. Si chiude così un capitolo della mia vita.